La fedelissima berlusconiana Mara Carfagna, dallo scranno su cui presiede pro tempore l’assemblea di Montecitorio, ha bacchettato con grande severità Matteo Salvini per le sue intemperanze sul Pd. Quanto è bastato a dare vita ad una ola di giubilo contro il ministro dell’Interno, che si era mostrato piccato dall’assenza dei parlamentari dem durante le sue comunicazioni sul caso Diciotti, la nave abbonata a navigare senza meta con il suo carico di pietose vite umane nel Mediterraneo.
All’opposto del Pd che, proprio perché stordito dai continui allunghi della Lega nei sondaggi, sa dove andare e ha puntato la sua prua su Salvini, innalzato a male assoluto, da demonizzare e speronare.

Esattamente come lo fu nei decenni scorsi Berlusconi, portato al ludibrio delle folle per la sua amoralità e per il suo codazzo di allegre e chiacchierate giovanissime fan, tra cui svettava l’intraprendente Mara Carfagna.

La stessa portata ora ad esempio di nuova eroina che le sa cantare al barbaro razzista e autoritario.
Certo sappiamo tutti che nell’esasperazione dello scontro politico il nemico del mio nemico è mio amico. Ma la sinistra non ne ha abbastanza di finti amici?