Liste, elezioni, manifestazioni,i loro Sì contro il popolo del No. Insomma classica “tanta carne al fuoco” che non solo rischia di bruciare, ma di far saltare in aria l’intera cucina.

Le “madamin”, tra loghi registrati e liste quasi pronte per appoggiare il Chiamparino bis alla Regione Piemonte, continuano la loro battaglia a sostegno della Tav. Come? Cambiando lo stato sociale del loro gruppo “Sì Torino va avanti” da semplice pagina Facebook (dove un po’ tutti si sono ritrovati loro malgrado iscritti, compresi professori universitari da sempre contrari alla Torino-Lione) in comitato civico. Il primo passo verso le urne.

«Vogliamo proseguire con più risorse e nuove idee – sostengono dal neonato comitato – per contrastare l’incompetenza di una certa politica con un ventaglio più ampio di persone preparate».

Il successo delle due manifestazioni a favore della Tav, quella di novembre e una a gennaio, e questa decisione però non bastano a tenere unite le madamin. Infatti se prima erano in sette ora si ritrovano in cinque.

Donatella Cinzano e Roberta Dri fanno un passo indietro «consapevoli di non poter più conciliare il lavoro con l’attivismo civico». Restano in pista Adele Oliviero, Roberta Castellina, Simonetta Carbone, Giovanna Giordano Peretti e Patrizia Ghiazza.

La separazione è consensuale ripetono, anche se sono pochi quelli che credono che l’addio è stato amichevole.

In fondo non è un mistero che la decisione di Patrizia Ghiazza di depositare il marchio dell’Onda (alla faccia del copyright di quel bel movimento studentesco che mise in difficoltà un’altra madama, Maria Stella Gelmini), non fosse gradita a tutte e sette.