1) Ai sensi dell’art. 48, 107 comma 1 e 2 e 52 dello Statuto della Città, la Giunta compie gli atti rientranti nelle funzioni degli organi di governo che non siano riservati dalla legge al Consiglio e che non ricadano nelle competenze, previste dalle leggi o dallo Statuto, del Sindaco o dagli Organi di Decentramento.

2) In particolare spettano ai Dirigenti tutti i compiti, compresa l’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, non ricompresi espressamente dalla legge o dallo Statuto fra le funzioni di indirizzo e controllo politico amministrativo degli Organi di Governo dell’Ente o non rientranti fra le funzioni del Segretario o del Direttore Generale di cui rispettivamente agli articoli 97 e 98 del TUEL.

3) Nella delibera di Giunta in esame la Giunta precisa che non vi è dubbio che la condotta complessiva del concessionario avrebbe comunque dovuto modularsi diversamente tenendo informata la città di ogni intenzione di intervenire in manutenzione sull’immobile chiedendo le dovute autorizzazioni. Ciò solo basta a ritenere non accoglibile l’istanza di rinnovo che pertanto deve essere rigettata a causa delle nuove circostanze emerse in ordine degli interventi edilizi posta in essere senza autorizzazione.

4) Ed infatti nessun Dirigente del comune di Torino, saggiamente, aveva voluto firmare l’atto di rinnovo della concessione, configurandosi detto atto come una palese ipotesi di Abuso d’ Ufficio penalmente rilevante.

5) Ed allora sorprendentemente interviene la Giunta che assume la Delibera n. 2017 02009/131 del 1° Giugno 2017 invero imbarazzante:

a) innanzitutto la Giunta ha assunto una delibera avente contenuto gestionale quindi eccedendo i poteri ad essa spettanti ai sensi delle norme sopra richiamate;
b) in secondo luogo la Giunta ha affidato, ad un soggetto che ha posto in essere abusi edilizi aventi rilevanza penale la custodia di un bene pubblico;
c) in terzo luogo le motivazioni addotte dalla Giunta nell’assumere la delibera appaiono contraddittorie ed illogiche in quanto non si può affidare ad un concessionario decaduto dai suoi diritti per violazione di norme penali la custodia di un bene pubblico al solo fine di evitare che la struttura possa essere abusivamente occupata o giustificando l’operato con il fatto che la Città ha necessità di incamerare un ridicolo canone di concessione ( 114.000,00).

6) Ancora più sorprendenti sono i tempi dell’operazione, soprattutto se si pensa alla normale lentezza degli uffici Comunali a rispondere alle istanze dei cittadini e degli operatori (nel caso di specie hanno impiegato 3 anni ad accorgersi degli abusi edilizi):
a) il 01/06/2017 è stata assunta la Delibera di Giunta divenuta esecutiva il 15/06/2017;
b) sempre 1° Giugno 2017 la Commissione di Vigilanza, da cui pochi giorni prima si era dimesso il rappresentante della Kronos, ha visitato i locali e ha dato parere favorevole all’apertura;
c) sempre il 1° giugno è stata firmata dai competenti uffici, che fanno capo all’assessore Sacco, l’autorizzazione allo svolgimento dell’attività;
d) il 1° giugno 2017 il locale CACAO ha aperto al pubblico.

7) Peccato che la Delibera di Giunta, probabilmente illegittima, che autorizzava l’occupazione del suolo pubblico da parte del concessionario scaduto entrasse in vigore solo il 15 Giugno 2017 ( e quindi l’autorizzazione allo svolgimento dell’attività è stata data in assenza di un efficace titolo all’occupazione degli spazi).

8) Dal 1° Giugno 2017 l’attività del CACAO è ripresa a pieno regime e nel totale, disinteresse dell’Amministrazione Comunale, il locale inanella serate da 3/4mila persone, quando la capienza consentita è di 1.500 persone. Nonostante abbia già segnalato queste violazioni in conferenza Capigruppo non è stato effettuato alcun controllo e si attende serenamente l’incidente.

9) Sorge quindi spontanea una domanda: quali Santi in Paradiso, padrini o protettori ha il proprietario della Società Kronos che gestisce il CACAO che gli consentono di operare in totale spregio della legge senza controlli?

10) Sicuramente per ammissione dello stesso Signor Claudio Barulli unico Socio della Kronos, Santa protettrice è Chiara Appendino “che mi ha difeso”, ma prudentemente non ha votato la Delibera di Giunta;

11) Ma viene naturale chiedersi perché, con tutte le disgrazie che hanno colpito questa Città sotto la sua Amministrazione, il Sindaco Appendino e la Giunta 5 Stelle si siano presi l’incombenza di favorire, con un atto al limite della legalità, gli interessi privati di un soggetto. Forse perché fra gli amici di Facebook di Tatiana Barulli, figlia di Claudio Barulli e moglie dell’Amministratore unico della Kronos, vi è il capo supremo del Movimento 5 Stelle “Beppe Grillo”. Perché se poi dovessimo ascoltare i sussurri della Città dovremmo chiederci se Beppe Grillo è solo un amico di Facebook di Tatiana Barulli o non è forse anche amico di vecchia data di Claudio Barulli ( come le numerose partecipazioni alle feste/cene private organizzate dal Signor Barulli attestano).

Finisco con un’amara constatazione: quando si tratta di tutelare interessi privati, a maggior ragione se sono quelli degli amici, in un sol giorno si pongono in essere plurimi atti amministrativi illegittimi; mentre per la manifestazione del 3 Giugno 2017 siamo ora al rimpallo delle responsabilità perché la Giunta Comunale è rimasta immobile e non ha assunto gli atti necessari, forse perché ancora stremata dal tour de force del 1 Giugno 2017.

*intervento in Consiglio comunale