Salta l’incontro tra i consiglieri regionali, comunali, sindacati con i vertici di Fca. Non ci sarà nessun assemblea aperta con all’ordine del giorno il futuro degli insediamenti produttivi del Piemonte e il rilancio del  settore automobilistico.

Non ci sarà perché a 24 ore dall’appuntamento Fca ha detto che non parteciperà. Tra le prime reazioni politiche ci sono quelle del Movimento Cinque Stelle, in particolare della capogruppo in consiglio comunale a Torino Valentina Sganga, che reputa il forfait del gruppo Fiat Chrysler Automobiles un schiaffo per l’intera città.

«Al di là delle polemiche e dei ricatti rispetto alla discussione con il Governo, una chiara scusa per non presentare un piano industriale di cui Fca conosce la intrinseca debolezza, la scelta del forfait al consiglio aperto è uno sgarbo a un territorio che a parole dovrebbe essere centrale nei progetti di Fca, ma che in concreto è sempre più marginale», spiega Sganga.

«È uno schiaffo nei confronti dei sindacati che – continua – con sfumature e toni diversi, hanno sempre spinto per la tutela del lavoro e dei lavoratori torinesi. È uno schiaffo duplice nei confronti di una politica che ha sempre preso per buone le promesse dell’azienda e che forse ora, da questo schiaffo, dovrebbe essere svegliata da un sogno che rischia di trasformarsi in un incubo».

«La politica piemontese deve rendersi conto che Fca non è più centrale nelle politiche industriali di Torino. È il momento di lavorare per un piano di rilancio della manifattura che guardi oltre questa azienda e punti a portarne altre perché la transizione verso una città turistica e di servizi voluta dal centrosinistra da tempo segna tutta la sua fallimentare prospettiva. Bisogna lavorare perché le imprese scelgano Torino senza nascondersi dietro feticci come Fca o il Tav», conclude Valentina Sganga.