Nostra Signora Appendino finalmente è riuscita a non perdere, ma a prendere qualcosa.

La Torino che vuol vivere riceverà una boccata d’ossigeno: dal 2021 al 2025, le ATP Finals di Tennis, saranno sotto il segno della Mole.

Torino ha vinto al tie-break un match oggettivamente complicato per le condizioni ambientali in cui vive la città, prigioniera del pauperismo pentastellato, e ostaggio delle diatribe e dispettucci intergovernativi. Ma Nostra Signora Appendino non si è data per vinta. Le va riconosciuto.

Con il consenso sotto le suole, ha reagito o meglio ha dato l’impressione di non essere passiva. Il che ha contribuito a creare la necessaria massa critica per orientare i mercanti della racchetta su Torino e a battere la  concorrenza di Londra, Manchester, Singapore e Tokio.

La schiacciata giusta nel momento più critico a livello finanziario per la sua amministrazione. Forse sarà anche l’ultima, se il governo non interverrà a salvare Torino e la sua amministrazione dal fallimento, a dispetto di quanto racconta il bilancio.

Ma gli inquilini di Palazzo Chigi e dintorni sono troppo sono presi dalla frenesia contabile dei voti che confidano di prendere alle imminenti Europee per capire che con le palle si fanno punti solo nel tennis.