Non c’è pace per Ringhietto, meglio noto come Luca Pasquaretta, mai rimpianto portavoce della sindaca Chiara Appendino e capo ufficio stampa del Comune di Torino, gran collezionista di Lego che nella sua permanenza a Palazzo Civico ha scoperto un’altra “mirabile” vocazione:  il collezionismo di avvisi di garanzia, dopo l’ultimo per estorsione su cui indaga la Procura di Torino.
Luca Pasquaretta, giovane sul quale non potremmo mai infierire per i suoi vissuti da immigrato dal Meridione, ha però il torto di non aver saputo onorare al meglio la sua origine: quella terra che diede i natali a Rocco Scotellaro, poeta combattivo e soprattutto uomo onesto, di cui la gente di Lucania ha tramandato di generazione in generazione ricordo e orgoglio.

Invece il giovin Luca Pasquaretta, che davanti a sé aveva un’autostrada a quattro corsie per costruirsi con bravura un futuro radioso, si è invaghito del Potere di ritorno con la stessa avidità di cui soffrono i vecchi avari. Un’occasione perduta e male.

Gli sarebbe bastato soffermarsi sull’intensità espressiva di “Rocco e i suoi fratelli”, uno dei film più famosi del maestro Luchino Visconti, dedicato proprio alla memoria di Rocco Scotellaro, per afferrare l’umiltà di cui si ha anche bisogno quando si desidera farsi strada nella vita.