Tempi brevi e la garanzia che la decisione non sarà frutto di strategie elettorali. Questo hanno chiesto gli imprenditori Si Tav ricevuti questa mattina a Palazzo Chigi in un incontro dove oltre al premier Giuseppe Conte e il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli era presente anche il vicepremier e leader 5 stelle Luigi Di Maio. E le risposte del governo sembrano convincerli ben poco.

«Conte ci ha assicurato che la valutazione preliminare costi-benefici arriverà in tempi brevi. Noi abbiamo chiesto che sia almeno entro dicembre. Ma è chiaro che per quella definitiva c’è il rischio di uno slittamento in piena campagna elettorale. E questo non può essere» spiegano gli imprenditori all’uscita preoccupati anche del fatto che il premier pur dando garanzie di tempi brevi per la decisione ha annunciato che fino a una scelta definitiva i bandi di gara per gli appalti della Tav non ripartiranno: «Il risultato dell’incontro di oggi è una totale dilazione di qualche mese della partenza dei bandi di gara e questa non è una cosa positiva: chiediamo che l’analisi costi benefici si concluda il prima possibile che vada avanti e che non vengano messi in discussione i fondi europei» spiega il presidente dell’Unione Industriale di Torino Dario Gallina.
Per Gallina infatti lo stop ai cantieri costa 75 milioni di euro al mese all’Italia: «La Tav è una questione nazionale e vale per tutta l’Italia, non solo per Torino in gioco ci sono 3,5 miliardi di bandi di gara da far partire e se non partono per il 2019 sarà negativo. Abbiamo fatto un conto di 75 milioni di perdite al mese procrastinando queste opere. Con migliaia di posti di lavoro a rischio se l’opera si ferma».
A questo si aggiunge la questione politica, dal momento che la decisione potrebbe coincidere con la campagna elettorale per le regionali ed europee della prossima primavera, con la preoccupazione che la questione Tav possa essere utilizzata per attrarre voti. «Di Maio ha però preso l’impegno di chiudere tutto entro le Europee» precisa Corrado Alberto, presidente di Api, aggiungendo come dal loro punto di vista le 33 sigle di categoria e associazioni del mondo produttivo «Non siamo disponibili ad essere considerati merce di scambio sul piano politico elettorale».

Intanto, il governo ha deciso di integrare la commissione per l’analisi di costi e benefici sulla Tav con due ulteriori membri: uno sarà pescato proprio nel gruppo di associazioni e imprenditori Si Tav e l’altro sarà del fronte No Tav. Mentre il premier Conte ha espresso l’intenzione di voler visitare il cantiere della Valsusa e di voler fissare un incontro anche con il Movimento No Tav.