Con i risultati di oggi – i voti su una risoluzione sui diritti delle persone intersessuali e sulla lista d’azioni per i prossimi 5 anni sui diritti lgbt – porto a compimento con soddisfazione cinque anni di intenso lavoro come co presidente dell’Integruppo per i diritti LGBTI al Parlamento europeo.

Con grande orgoglio ho guidato, prima con Ulrike Lunacek e poi con Terry Reintke, il più grande intergruppo presente al Parlamento europeo, portando all’attenzione di questa Istituzione situazioni di grave pericolo per le persone omosessuali, come quella in Cecenia, partecipando ad iniziative in giro per il Mondo, come al Pride di Instanbul e alla prima conferenza sui diritti gay in Tunisia.

Oggi è stata approvata una risoluzione sui diritti delle persone intersessuali, un grandissimo traguardo voluto fortemente. La risoluzione denuncia le violazioni dei diritti umani delle persone intersessuali e chiede alla Commissione e agli Stati membri di intervenire per garantire l’integrità fisica, l’autodeterminazione e l’autonomia dei bambini intersessuali.

In 21 Stati membri i bambini intersessuali vengono sottoposti a interventi chirurgici di “normalizzazione” sessuale, senza il consenso della persona interessata. L’Europa necessita di un’armonizzazione della legislazione in materia sull’esempio di leggi come quella portoghese e maltese che proibiscono gli interventi chirurgici. Le identità intersessuali devono essere depatologizzate e le persone intersessuali devono beneficiare dei più alti standard di salute previsti nella Carta delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo.

Sempre questa mattina l’aula di Strasburgo ha approvato la risoluzione sull’elenco di azioni LGBTI per il quinquennio 2019-2024. Con questa risoluzione si invita la Commissione europea  a garantire che i diritti delle persone LGBTI rappresentino un’assoluta priorità nel suo programma di lavoro dal 2019 al 2024. E’ cruciale assicurare una strategia di follow-up comprensiva e forte dell’elenco di azioni per migliorare ulteriormente la protezione dei diritti delle persone LGBTI e promuovere l’uguaglianza.

Tanto è il lavoro ancora da fare. Come ricordo sempre, i diritti delle persone LGBTI non sono tutelati in modo uniforme in tutta Europa. L’UE non dispone ancora di una protezione globale contro la discriminazione basata sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale o sulle caratteristiche sessuali. Le unioni omosessuali non sono riconosciute o tutelate in tutti gli Stati membri. La sterilizzazione è un requisito per il riconoscimento giuridico del genere in 8 Stati membri e 18 Stati membri richiedono una diagnosi di salute mentale. Nel frattempo, l’elenco delle azioni rimane limitato in termini di priorità e di impegno e le risposte innovative dell’UE, come il pilastro dei diritti sociali, non vengono integrate. Per questo è importante aver votato questi due documenti perché l’Europa deve affermarsi come esempio nel Mondo per la tutela dei diritti umani e dei diritti LGBTI. Continueremo a vigilare e a tenere alta l’attenzione affinché questo avvenga.

 

Scritto da Daniele Viotti, europarlamentare