Sembra un atleta olimpionico, Enrico Letta, che continua a lottare e sudare per tenere in piedi la baracca, leggi governo delle grandi intese.
Circondato da falchi, colombe, pantere, più che un atleta però sembra un gladiatore dentro a un’arena, come al tempo degli antichi romani.
Per rimanere in tema sportivo, calatosi nel ruolo del maratoneta, il presidente del Consiglio punta tutto su una competizione a lunga distanza: le Olimpiadi del 2024. Insomma dopo la ritirata strategica di Mario Monti per quelle del 2020, Letta prova a tirare fuori il mazzo vincente e a rimettere sul piatto il Bel Paese.

E come sempre spunta la sua vena ottimistica, d’altronde ieri Moody’s ha annunciato che l’Italia comincerà a crescere dal 2014.
«La ripresa è a portata di mano, anche se i segnali ancora non si vedono – ammette il presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta intervenendo al Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Coni – Per far ripartire l’economia e i consumi l’elemento di fiducia è fondamentale – ha continuato Letta – Ci sono segnali macroeconomici che non si vedono né si toccano, ma i dati ci dicono che la ripresa nel 2014 è a portata di mano».

Resta però l’ombra dei buchi neri nelle tasche dello stato per il 2013. Tra Imu che viene e che va, minacce di far cadere il governo ogni volta che Letta cerca di fare il parsimonioso tagliando di qua e di là, far quadrare i conti pare impresa epica.
In ogni caso, nonostante le tasche vuote, il premier ha ribadito la necessità di un «intervento del pubblico, senza il quale tutto sarà più difficile e complicato, nonostante le difficoltà a rispettare i paletti peri i conti pubblici, sul fronte dell’edilizia scolastica e l’impiantistica sportiva».
«E proprio per questo – evidenzia con soddisfazione – il governo presenterà alla legge di stabilità un emendamento che risolva il problema dell’impiantistica sportiva che in Italia è complessivamente deficitario».

«Nei prossimi giorni ci sarà la presentazione dell’emendamento e l’appello che faccio al parlamento è di approvarlo per avere da gennaio 2014 un quadro normativo coerente. Abbiamo bisogno di impianti sportivi moderni, che possano essere usati sempre durante tutta la settimana».
Tutto ciò, come detto, per poter essere degni di candidarsi alle Olimpiadi del 2024: «È una partita che dobbiamo giocare», tuona Letta.
«L’Olimpiade è un obiettivo alla nostra portata, come la ripresa economica», conclude con toni trionfalistici.
Ora, però, la scadenza più urgente è quella di non affondare il Paese, che tra decadenze, beghe giudiziarie e leggi di stabilità che più che raddrizzare la rotta inchiodano l’Italia, rischia sempre di colare a picco.

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