Che i parlamentari grillini non siano affatto stimati dai loro stessi vertici è ormai assodato e lo dimostra il fatto che esista un “prontuario pappagallo” redatto dai vertici della comunicazione in accordo con le massime cariche del Movimento Cinque Stelle.

Una guida pratica in cui si danno esplicite direttive su risposte preconfezionate da dare a comando su ogni singolo argomento, storpiature linguistiche da ripetere, ragionamenti costruiti nello stesso modo, stessi esempi e stesse immagini a supporto della propria tesi. Un vero e proprio esercito di Pappagalli.

Per questo nel mio ultimo intervento in Senato sulla Tav, ho esortato i senatori grillini a “darsi una svegliata” perché ero a conoscenza del “prontuario pappagallo”, nel quale c’è scritto in maniera esplicita “di continuare a battere sul ferro caldo dei 20 miliardi di spesa della Tav”, pur consapevoli di dire il falso. Da qui nasce il mio question time sui costi reali dell’opera, dall’esigenza di farli venire allo scoperto.
Ma, al di là delle bufale messe in circolazione su Tav, banche, vaccini, facilmente smentibili, l’aspetto preoccupante di questo esercito non è tanto che molte persone la pensino nello stesso identico modo, ma che così tante persone non abbiano la benché minima cognizione degli argomenti che trattano e che si prestino, senza il minimo senso critico o rispetto della propria opinione e identità, a usare slogan propagandistici per inculcare un’idea prefabbricata in chi ascolta, con la profonda convinzione di trovarsi nel giusto.

Gli italiani non si presteranno a questa lobotomia dei cervelli. Gli italiani non sono pappagalli.