Crisi di governo ad agosto. Il premier Giuseppe Conte torna dall’incontro “informativo” con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Matteo Salvini di fatto annuncia la fine del governo con i Cinque Stelle.

Tattica o meno la Lega con una nota chiede di andare al voto. Niente esecutivi tecnici, ma ridare la parola agli italiani con nuove elezioni.

Questa, secondo i leghisti, l’unica concreta alternativa: «è inutile andare avanti fra no, rinvii, blocchi e litigi quotidiani». Dunque è Salvini a staccare la spina, dopo aver portato a casa il sì al Decreto Sicurezza Bis e al Tav.

Dall’altra parte il grillino Luigi Di Maio che non sembra voler cedere altre poltrone a Salvini.

Secondo fonti leghiste: «Matteo Salvini è contro ogni ipotesi di rimpasto di governo. Così come il segretario leghista è contrario alla formazione di qualsivoglia esecutivo tecnico». Intanto l’ufficio stampa leghista precisa che «Matteo Salvini non sta valutando di ritirare la delegazione dei ministri leghisti dal governo»

Poi la nota ufficiale del Carroccio: «Ogni giorno che passa è un giorno perso, per noi l’unica alternativa a questo governo è ridare la parola agli Italiani con nuove elezioni. Mai chiesto né chiederemo poltrone, lontani da qualsiasi ipotesi di rimpasto di governo».

«C’è la consapevolezza e la presa d’atto che, dopo le tante cose buone fatte, da troppo tempo su temi fondamentali per il Paese come grandi opere, infrastrutture e sviluppo economico, shock fiscale, applicazione delle autonomie, energia, riforma della giustizia e rapporto con l’Europa tra Lega e 5 stelle ci sono visioni differenti»

«Il voto di ieri sulla Tav ne è solo l’ultima, evidente, irrimediabile certificazione. L’Italia ha bisogno di certezze e di scelte coraggiose e condivise, inutile andare avanti fra no, rinvii, blocchi e litigi quotidiani».

M5s replica al comunicato: «La nota della Lega è incomprensibile. Dicano chiaramente cosa vogliono fare. Siano chiari».

Anche il Partito Democratico chiede il ritorno alle urne: «Questo Paese non ha più una maggioranza. L’esperimento iniziato 13 mesi fa è fallito», commenta il segretario dei Dem Nicola Zingaretti, che dice ai gialloverdi di essere «coerenti. Se non c’è una maggioranza parlamentare bisogna andare al voto»