Fabrizio Ricca nato 33 anni fa a Torino e cresciuto in Barriera di Milano. Laureato in scienze politiche, imprenditore, ha iniziato la carriera politica all’età di 17 anni nei Giovani della Lega. Nel 2011 è stato eletto consigliere comunale nella Città di Torino. Riconfermato nel 2016 come capogruppo in Comune e designato dagli iscritti al partito, quale segretario cittadino della Lega.

Pragmatico, combattivo e con lo spirito di servire tramite la politica alle persone nel 2019 è candidato come consigliere alle elezioni regionali del Piemonte del prossimo 26 maggio. I punti di forza sono sicurezza e lavoro per rilanciare una regione ormai dormiente senza tralasciare la sanità, i giovani ed il turismo con il suo indotto e le infrastrutture per poterlo supportare.

Dopo otto anni di Consiglio Comunale è al suo secondo mandato di segretario della Lega di Torino perché si candida alle elezioni regionali del Piemonte?

In questi otto anni sono convinto di aver acquisito una esperienza amministrativa molto importante che voglio mettere al servizio dei piemontesi e dei torinesi per rialzare il livello della politica della nostra regione. Essendo anche segretario della Lega di Torino ci tengo che tutti i territori del nostro Piemonte siano tutelati chiaramente con un occhio di riguardo per la nostra provincia che è quella che sta soffrendo maggiormente l’incapacità del governo Chiamparino.

In cosa ha fallito Chiamparino in questi cinque anni?

Il governo Chiamparino ha fallito praticamente in tutto, non è stato capace di dare una prospettiva alla Regione in termini di lavoro, in termini di futuro, in termini di efficienza. Il Piemonte è l’ultima regione del nord a livello produttivo, Torino è una delle città con il più alto tasso di disoccupazione giovanile. Non sono stati in grado di fare come Lombardia e Veneto dove Fontana e Zaia si sono attivati per fare in modo che le Olimpiadi 2026 potessero ricadere sul loro territorio, non hanno dato nessuna prospettiva per il futuro e hanno messo i piemontesi nelle condizioni di dover iniziare a emigrare verso Milano: questo chiaramente è il più grande fallimento. Il nostro obiettivo è rilanciare il lavoro e l’occupazione nel nostro Piemonte.

Cosa crede che serva al Piemonte per tornare a essere una regione competitiva al pari delle altre regioni del nord?

Iniziare a dialogare maggiormente con Liguria e Lombardia che sono due player fondamentali. La Liguria con il porto di Genova per il passaggio delle merci diventa strategico e chiaramente la Lombardia che ha un PIL nettamente superiore a quello del Piemonte. Bisogna rimettere in moto il lavoro, bisogna rimettere in moto le attività produttive, bisogna creare delle zone di defiscalizzazione per poter dare l’opportunità a tutti quelli che vogliono fare impresa di poter fare impresa. L’impresa comporta occupazione e l’occupazione porta poi allo sviluppo del territorio. Questo credo che sia uno dei passaggi principali e serve anche una promozione del nostro territorio tra le montagne della Val Susa, le Langhe, il Roero e tutte le zone importanti sotto l’aspetto turistico, il turismo è un volano importante per la ripartenza del nostro territorio.

Il suo slogan è “rialziamo la testa!”. Cosa vuole comunicare?

Chiamparino ha trasformato il Piemonte nella periferia d’Italia. Nessun investimento, nessun investitore, nessuna possibilità di futuro per i nostri giovani e per i disoccupati. Il Governo con Matteo Salvini sta facendo molto per il nostro territorio ma non basta, serve una giunta regionale forte che possa dare una prospettiva di rinnovamento e di crescita del nostro territorio.

“Rialziamo la testa!” perché dopo cinque anni di assoluto nulla in Regione Piemonte è arrivata l’ora del riscatto per i piemontesi per poter sognare un futuro diverso e migliore per loro.