Le Olimpiadi rappresentano per Torino una grande occasione. Una opportunità che nel 2006 nessuno si lasciò sfuggire. Ma le opportunità si costruiscono sin dall’inizio: accompagnando e seguendo le fasi decisive che portano alla costruzione di un progetto.

Oggi la città, le valli olimpiche, le associazioni di categoria, i ceti produttivi, che ci chiedono di puntare con decisione verso questo traguardo, si ritrovano sotto scacco di un drappello di consiglieri di maggioranza che rischiano di far naufragare il sogno olimpico.

Pezzi di maggioranza che sconfessano non solo Grillo e Appendino ma le ambizioni di una città intera, di un territorio. Il Partito Democratico ha dimostrato forte senso di responsabilità, ad esempio evitando discussioni durante la campagna elettorale, anche di fronte ai silenzi della sindaca. Silenzi tanto più imbarazzanti perché funzionali solo al mantenimento degli equilibri pentastellati e non certo agli interessi della città. Adesso, prima che sia troppo tardi, ad Appendino non resta che dimostrare di essere il sindaco di tutti. Si rimetta, dunque, in sintonia con una città che le sta chiedendo solo di sottoscrivere, di rafforzare una volontà comune.

Rimetta la barca in acqua, non abbia paura del mare e non si lasci ammaliare dalle sirene che stanno portando la città verso gli scogli.