di Iaia Di Lella

L’occasione è quella di un saluto e un ringraziamento ai giornalisti prima di lasciare la presidenza di Palazzo Lascaris per la nuova avventura romana, il luogo è il suo ufficio di Presidente del Consiglio regionale. E tra un caffè e un pasticcino Mauro Laus non si lascia sfuggire l’opportunità di rispondere alla lettera pubblica di Sergio Chiamparino, «il mio Presidente». E lo fa, precisa, «da ragazzo dell’ultimo banco» cercando di chiarire quelle che ritiene delle contraddizioni contenute nella missiva del Presidente della Giunta regionale.

«Candidare alle regionali del prossimo anno personalità esterne alla politica come il primario Mauro Salizzoni, è un errore di metodo, oltre che una mancanza di rispetto nei confronti del partito – esordisce senza indugi Laus – La tabella di marcia è sbagliata, non si parte dal nome senza coordinarsi con gli organi di partito. Non può essere Chiamparino a dare le carte e certamente questo suo modo di fare non giova a potenziali validi candidati i cui nomi vengono settimanalmente buttati nella mischia senza alcuna condivisione. Diverso è se Chiamparino avesse accettato di ricandidarsi quando gli è stato chiesto tempo fa. Sicuramente sarebbe stata una risorsa preziosa ma ora è tardi, candidarsi oggi vorrebbe dire non renderebbe un buon servizio alla comunità e comunque sarei pronto a sfidarlo alle primarie».

«Dobbiamo affacciarci alle prossime regionali – prosegue Laus – consapevoli che un’epoca è finita e che ne inizia un’altra. L’esito delle elezioni dello scorso 4 marzo richiede un’assunzione di responsabilità da parte di tutti, di questa maggioranza, della giunta regionale e del Consiglio. Ci sono assessori regionali che si sono candidati e hanno perso; nel Piemonte 2 non ha perso Renzi ma noi. Dobbiamo farci carico di quanto accaduto e approfittarne per cambiare passo. Non mi capacito del silenzio di autorevoli dirigenti di partito, cui spetterebbe dire quanto sto dicendo io. Resta il fatto che il presidente, e la giunta stessa, possano dare un importante contributo al partito attraverso atti amministrativi incisivi e proposte politiche basate su presupposti diversi da quelli utilizzati fino a oggi». La Regione Piemonte, a detta di Laus, non è persa o vinta da nessuno. Ogni elezione è una storia a sé. Spetterà al partito e ai cittadini, individuare personalità forti e rivoluzionarie in grado di far riacquistare credibilità al progetto politico del Pd.

Non si fa attendere la risposta del presidente Chiamparino che allo “stop di Laus” replica: «Sono un po’ dispiaciuto di queste dichiarazioni di Laus, perché, come lui ben sa, il nome di Salizzoni è circolato ben prima che io ne sondassi, d’intesa con alcuni esponenti Pd – tra cui il segretario Gariglio e lo stesso Laus- e della coalizione, la disponibilità. Ma al di là di questo, vista la critica radicale all’attività della giunta, e anche a me personalmente, se il pensiero di Laus riflette quello della maggioranza del Partito Democratico, in tutte le sue varie componenti e articolazioni, non vedo più le condizioni per continuare a collaborare con questo gruppo dirigente del partito torinese e piemontese».