Che l’assessora all’Innovazione, con delega anche ai Servizi Civici, Paola Pisano, un “tecnico” prestato alla politica ed in particolare alla Giunta grillina che governa la città di Torino, sia sotto il tiro delle opposizioni lo si è ben visto nel corso del Consiglio comunale di lunedì scorso (leggi articolo). Che la malcapitata assessora sia finita vittima anche del “fuoco amico” se n’è avuta conferma al termine dell’odierna commissione di Controllo di gestione, presieduta dal consigliere del Partito Democratico Claudio Lubatti.

Ad un occhio attento non era sfuggito, infatti, che la richiesta d’interpellanza generale sul caos anagrafi, primo firmatario il capogruppo dem Stefano Lo Russo, discussa in Sala Rossa ad inizio settimana, era stata firmata, oltre che dagli esponenti delle opposizioni, anche da ben cinque consiglieri di maggioranza, per l’esattezza i pentastellati Federico Mensio, Cataldo Curatella, Serena Imbesi, Francesco Sicari e Carlotta Tevere.

Poteva sembrare solo una occasionale sottoscrizione di un documento delle minoranze legato al merito della questione e, in particolare, ai disagi, alle disfunzioni, alle code e ai ritardi, che quotidianamente vengono segnalati dai cittadini che, negli ultimi mesi, si recano presso gli sportelli comunali per rinnovare la carta d’identità o per richiedere un qualsiasi certificato.

Invece, dalla riunione di oggi, convocata per un approfondimento sulla vicenda del bar robotizzato allestito all’interno delle Arcate dei Murazzi, insieme alle domande e alle osservazioni dei consiglieri d’opposizione, si è avuta conferma del forte malumore che la maggioranza consiliare riserva nei confronti della propria assessora.

Un vero e proprio attacco alle spalle che ha fatto emergere frizioni tra la titolare delle deleghe all’Innovazione e il gruppo del M5S, con la povera Pisano “stizzita” nei confronti anche della capogruppo pentastellata Valentina Sganga e con molti interventi da parte di consiglieri di maggioranza, tra cui si segnalano Federico Mensio (che continua a sognare un posto da assessore) e Cataldo Curatella, che hanno espresso critiche sull’operato dell’assessora, sulla sua impostazione e sulla visione complessiva del tema innovazione della città.

Insomma si cerca una vittima da sacrificare non solo, quindi, per le anagrafi, ma anche per le politiche di innovazione, che in realtà hanno fatto in modo che Paola Pisano entrasse nella classifica delle 15 donne più influenti nel digitale in Italia nel 2018, secondo DigiWomen il portale Digitalic.

Questo non interessa a chi spera, credendo di esserne all’altezza, in una sua cacciata per occuparne il posto – come dicevamo – dopo che non è riuscito a prendere quello di Stefania Giannuzzi. Ma chi sogna quell’incarico dovrà rassegnarsi per ora e puntare alla poltrona da presidente del Consiglio comunale, quando ci sarà il cambio della guardia.

Intanto, visto il numero sempre più consistente di assessori che finiscono sotto attacco della propria maggioranza, si potrebbe dire “Niente di nuovo sul fronte occidentale”.