Dopo la notizia che Telt sarebbe pronta a pubblicare i bandi di gara per i lavori del tunnel della Torino-Lione, bypassando i risultati dell’analisi costi-benefici voluta dal governo il fronte del si torna all’attacco e chiede alla società italo francese di proseguire nell’indire le gare e dare ufficialmente il via alla Tav.

Un’iniziativa partita dalle madamin, nate proprio sull’onda della protesta di chi vuole le grandi opere. «Confidiamo fortemente nel vostro senso di responsabilità nel proseguire l’opera, che è legge dello Stato» scrivono in una lettera indirizzata a Hubert du Mesnil e a Mario Virano, presidente e direttore generale di Telt, alla vigilia del consiglio d’amministrazione chiamato a decidere sulla pubblicazione delle gare. «Non esistono le condizioni per continuare a tenere in sospeso le gare d’appalto» scrivono le madamin in un appello firmato anche dalle associazioni Osservatorio 21 e Sì Tav Si Lavoro di Mino Giachino, tra gli organizzatori delle manifestazioni si Tav e promotore della petizione su change.org che ha superato le 111 mila firme.

Alla volontà popolare il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino unisce alcuni dati che abbasserebbero i costi della Tav:«L’Ue ha confermato la disponibilità a finanziare al 50% non solo il tunnel di base della Torino-Lione, ma anche le tratte nazionali di avvicinamento. Così – spiega – si dimezzerebbe per l’Italia il costo della tratta nazionale, da 1,7 miliardi a 850 milioni, e si abbasserebbe di un ulteriore 10% il costo del tunnel di base». Per Chiamparino questa è una «ragione in più perché domani Telt dia il via libera ai nuovi bandi per 2,3 miliardi per continuare i lavori in corso e perché il governo Conte-Salvini-Di Maio metta da parte le pantomime elettorali, che mettono a rischio i finanziamenti europei, e si assuma la responsabilità politica di dare il via libera all’opera».