Si è molto parlato in questi giorni, molto a sproposito, della ZTL a pagamento come misura “ambientale”, tesa a migliorare la qualità dell’aria a Torino.
E’ noto infatti che l’aria di Torino è pessima, soprattutto in inverno e che occorra mettere in campo misure strutturali per migliorarla.
Noi ne abbiamo proposte molte: dalle pedonalizzazioni alla fluidificazione del traffico nei nodi critici come i sottopassi di Piazza Baldissera o Rotonda Maroncelli, dalla Linea 2 della metro ai parcheggi interrati di interscambio, ecc. ecc.
Molte di queste misure sono state bloccate o cancellate da Appendino e dal M5S come ad esempio i sottopassi.

Comunque è corretto stare ai dati e quindi proviamo a fare po’ di verità partendo da questo post pubblicato proprio da Appendino.

Leggi: Ztl, ecco come la vogliamo

Come si può osservare nelle sue slide di presentazione del progetto della ZTL a pedaggio non è presente un solo dato tecnico-scientifico sul miglioramento della qualità dell’aria.
Slogan tanti, dati zero.
Dati che peraltro non ci sono neanche negli allegati della sua delibera istitutiva del provvedimento che entrerà in vigore a gennaio 2020.

In ogni caso stiamo a quanto afferma lei stessa: nella prima slide si parla di 31,5 mila transiti/giorno nella ZTL attuale di veicoli che non sostano nella ZTL ma che la attraversano solo. Nella seconda si parla di disincentivo a questa tipologia di transiti con il suo progetto di pedaggio a 5 euro.

Ricordiamo che il meccanismo che hanno escogitato è che pagando 5 euro l’auto avrà diritto a 2 ore di sosta incluse.
In altri termini la sua e loro tesi è: se metto il pedaggio a 5 euro a questi 31,5 mila veicoli che oggi attraversano la ZTL ma non si fermano in sosta, questi cittadini saranno disincentivati a farlo.
Concordiamo pienamente, saranno molto disincentivati. Anche perchè non dovendovi sostare delle due ore incluse non se ne fanno niente.

Ecco, ma allora ci preme conoscere tre cose dai proponenti:

1) dove pensano che finiranno questi 31,5 mila veicoli che oggi attraversano la ZTL senza usufruire della sosta?

2) a quanto corrisponde la variazione (aumento e non riduzioni) delle emissioni di CO2, NOx, e polveri sottili generata dal fatto che per forza di cose in tutto o in parte questo traffico aggirerà la ZTL caricando di traffico direttrici già critiche, aumentando la percorrenza chilometrica e quindi le emissioni rilasciate in atmosfera. Ci diano il dato (possibilmente in tonnellate/anno). In Italia le emissioni medie della sola CO2 prodotta da un veicolo sono infatti circa 112 g/km. Il che tradotto vuol dire che se un veicolo fa in media per 250 giorni/anno 5 km in più al giorno per circolare intorno alla ZTL emette (5*112*250=140.000 g/anno =140 kg/anno di CO2 in più. Un solo veicolo, non 31,5 mila… che infatti portano questo conto a 4.410 tonnellate/anno di CO2 in più a scala cittadina).

3) anche assumendo che una parte di quei 31,5 mila veicoli decida per ragioni personali (e/o possa farlo) di rinunciare all’attraversamento della ZTL, quali alternative di trasporto pubblico vengono fornite dall’Amministrazione?

Se Appendino vuole essere credibile e difendere il suo progetto non come ulteriore tassa ma per quanto riguarda il miglioramento della qualità dell’aria di Torino risponda a queste tre semplici domande.
Il Sindaco ha il dovere di tutelare la salute pubblica, non di danneggiarla per ragioni economiche.

Continuiamo a pensare che per la conformazione urbana della Città di Torino, la geometria della sua ZTL e la presenza di limiti fisici e infrastrutturali ai suoi bordi questo progetto produca un danno ambientale e non un beneficio.

Lieti di essere smentiti. Con i dati però, non con gli slogan.

Scritto da Stefano Lo Russo, capogruppo Pd in consiglio comunale a Torino