L’antica Sancta Maria ad lacum
Guardando la conca di Bardonecchia quando già il sole è tramontato, da una delle alture nei paraggi, i nostri occhi vengono attratti da una costruzione al centro del paese: è la chiesa di Sant’Ippolito, che come una fiaccola illumina in tutte le stagioni le buie sere della montagna.

Grazie ai vecchi archivi della parrocchia sappiamo che la prima costruzione venne edificata all’inizio del XI secolo, in pieno Medioevo, con il nome di Sancta Maria ad lacum, in riferimento alla natura e ai possibili riti pagani che secoli prima si svolgevano nella zona.

Con una sola navata, la prima chiesa si estendeva fino al vecchio campanile in stile romanico, costruito in pietra e presente ancora oggi.

La parrocchia all’epoca della Riforma
Unica parrocchia in tutta la zona fino alla costruzione, nel XV secolo, delle piccole chiese di Melezet, Millaures e Rochemolles, l’odierna chiesa di Sant’Ippolito fu testimone del turbolento periodo della Riforma, che interessò anche la zona di Bardonecchia.

Nel giugno del 1584 i riformati, che spesso si erano resi protagonisti di violente incursioni sul territorio bardonecchiese dalla vicina Francia, appiccarono il fuoco alla vecchia chiesa, causando così la distruzione di tutti i documenti ivi conservati.

Tasse, epidemie portate dai soldati e difficoltà economiche contribuirono a uno dei periodi più difficili per tutta la comunità e per la parrocchia che, malgrado le difficoltà, sopravvisse con orgoglio a quegli anni tumultuosi.

La Rivoluzione francese arriva a Bardonecchia
Nonostante la lontananza dalle zone più calde dei moti rivoluzionari, Bardonecchia fu interessata dall’onda d’urto giacobina di fine ‘700. Basti pensare che in paese, in quegli anni, erano presenti poco meno di mille soldati francesi, mantenuti forzosamente dalla popolazione locale.

Provata dall’inesorabile trascorrere degli anni e dalle ristrettezze economiche comunali, la chiesa di Sant’Ippolito patì nel 1806 un altro affronto dopo l’incendio di due secoli prima: la parte sud dell’edificio crollò e la chiesa pericolante fu dichiarata inagibile. Era arrivato il momento di progettare una nuova parrocchia.

La nuova chiesa di Santa Maria
La mancanza di fondi fece slittare l’inizio dei lavori fino al 1826, quando finalmente la vecchia chiesa venne interamente demolita.

Il 9 settembre del 1827 venne posata la prima pietra dei lavori e sei anni dopo, nel 1833, la nuova chiesa venne consacrata dal vescovo. Parte importante, nella costruzione del nuovo edificio, avevano giocato le numerose confraternite presenti a Bardonecchia, grazie alle quali erano stati integrati in misura rilevanti i fondi comunali e statali ottenuti dai cittadini per la parrocchia.

La più antica confraternita bardonecchiese era quella di Sant’Ippolito, attiva già dall’inizio del 1500, che passò il nome alla chiesa appena ricostruita, avendo ospitato nei suoi locali le funzioni religiose durante i momenti della ricostruzione.

Sant’Ippolito oggi
La chiesa di Sant’Ippolito è oggi uno dei più eleganti esempi di chiesa dell’intera Val di Susa: al suo interno sono presenti importanti opere lignee e di artigianato di tutta la valle, oltre a ex voto, dipinti e sculture. Alcune delle opere sono databili fino al XV secolo.

La vista della chiesa illuminata, con l’antico campanile e il nuovo edificio, è una delle più belle vedute di tutta la conca bardonecchiese e le funzioni religiose che si tengono al suo interno sono vissute con sincera partecipazione da tutta la comunità come dai non residenti.

Rientrare nelle proprie case, nelle sere d’inverno, e vedere tra i fiocchi di neve che cadono la calda luce di Sant’Ippolito illuminare tutta Bardonecchia collega indirettamente l’immaginazione alla storia di questa chiesa.

Una chiesa nata in un’epoca in cui il paese che la ospita non era sicuramente al centro di passaggi commerciali e turistici come lo è oggi. Nonostante tutto, l’impegno della comunità montana, da sempre legata alla sua chiesa, ha consentito all’antica Santa Maria di attraversare gli anni, tra qualche patimento e restauro, fino a oggi. E le consente tuttora di emanare quella luce che protegge Bardonecchia e che Bardonecchia continuerà a proteggere.