«Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare», mette in bocca Alessandro Manzoni a don Abbondio in un celebre capitolo de I Promessi Sposi.

Pensiero inevitabile suggerito dalla ritirata precipitosa del padrone del Viminale Matteo Salvini, dinanzi al Russiagate verde bile. Ma il ministro dell’Interno non deve disperare. Gli italiani sono noti in tutto il mondo per lo stoicismo con cui sanno affrontare le ritirate militari, da Caporetto alla Russia e a El Alameinel, dando il meglio di sé. Lui gode poi di un altro vantaggio: potrà trarre le giuste contromisure dalle vicissitudini dei tanti buontemponi arroganti con i deboli e sempre in fuga con i forti che hanno lasciato più di un’orma sul suolo terrestre. E l’Italia ha un vasto repertorio passato e recente sul tema, da cui Lui potrà attingere amenamente per evitare di ritrovarsi nella disgrazia solo, disperato e in mare aperto. In caso estremo, gli potrà sempre venire in soccorso una Sea Watch al comando di chi ha il vizio di salvare “prima” la razza umana.