Se il Comune di Torino dice No alla Tav, la Regione Piemonte vuole dire si. Infatti, in un ordine del giorno presentato dal capogruppo di Forza Italia Andrea Fluttero approvato dal consiglio regionale si dichiara la Torino-Lione un’opera «di interesse strategico»e si stabilisce che di fronte a uno stop dei lavori la Regione «acquisisca dal Governo la titolarità per la parte italiana della sua valorizzazione, sostituendo in tutto o in parte lo Stato nella compagine societaria e partecipando alla suddivisione dei futuri ricavi».«Poiché il Piemonte sta trattando con lo Stato sull’autonomia differenziata – così Fluttero e gli esponenti azzurri hanno spiegato il senso dell’odg – la Tav rientri nella partita. La Regione chieda di ridiscutere i quasi dieci miliardi annuali di residui fiscali che il Piemonte versa in più rispetto a quanto riceve dallo Stato, e chieda al Governo una cifra adeguata per cofinanziare l’opera».

A votare favorevolmente all’ordine del giorno tutti i partiti ad eccezione del Movimento 5 Stelle. E non sono mancati momenti di tensione durante il dibattito in aula, mentre il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ha ribadito di volere un incontro con il governo. «Pretendo, come istituzione, di essere sentito dal governo. A giugno ho scritto al ministro Toninelli per chiedere un incontro; subito dopo la conferenza sulle infrastrutture ho scritto al premier Conte e non mi è stato risposto. Venerdì incontrerò con i sindaci il prefetto di Cuneo sulla vicenda dell’autostrada Asti-Cuneo e chiederò al prefetto, come rappresentante del Governo, di intercedere perchè non è tollerabile che i rapporti istituzionali vengano sostituiti con rapporti tutti interni ai partiti o come dite voi – ha concluso rivolto ai consiglieri del M5s – ai movimenti».

Chiamparino si è poi tolto anche qualche sassolino dalla scarpa per quanto riguarda il vicepremier Matteo Salvini: «Ho sentito dal ministro Salvini dichiarazioni ambigue sulla Tav perchè mentre dice che le altre opere vanno bene, sulla Tav ribadisce che bisogna fare la solita analisi costi-benefici e poi si valuterà. Su questo tema servono risposte chiare e inequivocabili che dicano che si va avanti sul tunnel di base ma queste non lo sono e servono solo a fare perdere ulteriore tempo e qui tempo da perdere non c’è più».