«Sono di nuovo a rischio più di un terzo degli idonei a ricevere la borsa di studio universitaria». Lo ha detto in aula del Consiglio regionale il capogruppo di Luv, Marco Grimaldi, il quale ricorda con grande pessimismo “l’era di Cota” «avevamo garantito a tutti i capaci e meritevoli la borsa di studio e invece, nell’ombra, la Giunta Cirio cancella uno dei traguardi più importanti della passata legislatura. Stiamo ripiombando nell’era di Cota, come temevamo».

Già, infatti «con una delibera a sorpresa, l’assessore al Bilancio della Giunta Cirio, Andrea Tronzano, ha dimezzato l’assegnazione di fondi all’Edisu da 26,4 a 13,2 milioni». Inoltre, «l’Ente per il Diritto allo Studio – ha rimarcato Grimaldi – non ha ricevuto alcuna comunicazione sul taglio. Ora l’unico modo che avrà per sopperire alla mancata assegnazione sarà di usare il suo avanzo amministrativo, lasciando comunque scoperti circa un terzo degli idonei che, per altro, sono saliti a 14.000, cosa che richiede un aumento di risorse, non un taglio».

«Dai primi giorni di legislatura – osserva Grimaldi – l’Assessora Chiorino aveva garantito che le borse non sarebbero state toccate, ancora ieri in Commissione ha mostrato le tabelle che lo confermavano, mentre in silenzio si preparava questa nefandezza, senza mai comunicare la decisione al Consiglio, alle Commissioni, agli uffici. L’opinione pubblica, gli Atenei e gli studenti non potevano nemmeno immaginare ciò che stava accadendo. Ma la cosa più grave è aver tenuto all’oscuro l’Ente per il Diritto allo Studio, che a fine ottobre rischia di schiantarsi: dovrà garantire per quanto possibile la copertura con fondi propri che non potrà recuperare. Due Assessori della Giunta hanno mentito in aula e taciuto informazioni agli enti competenti. È un fatto di una gravità inaudita, contro il quale ci opporremmo con tutta la nostra forza».

Intervenuto anche il segretario regionale del PD, Paolo Furia «il primo atto che caratterizza davvero la Giunta regionale leghista di Alberto Cirio è il taglio dei fondi sul Diritto allo Studio. Errare è umano, ma perseverare è diabolico: evidentemente è proprio vero che alla Lega piace punire chi studia e chi ce la mette tutta».

«Se il dato fosse confermato – sottolinea Furia – ci ritroveremmo ad avere molti idonei a ottenere le borse di studio a mani vuote. Torneremmo cioè nell’esatta situazione in cui si trovava la Giunta regionale leghista di Roberto Cota, che non riusciva a finanziare le borse di studio per i meritevoli con redditi bassi».