Avevo chiesto, come membro dell’assemblea, di poter andare a Roma alla manifestazione in programma il 29 dicembre, ma allo stesso tempo anche che mi fosse data la possibilità di essere presente all’assemblea regionale che si svolgerà a Torino lo stesso giorno.

Una richiesta a cui il probabile nuovo segretario regionale del Pd piemontese ha deciso di rispondere non con una proposta seria, risolutiva e di mediazione, ma con giudizio di merito sia rispetto all’opportunità di una mobilitazione nazionale che sulle persone che vorrebbero andarci facendo, in modo subdolo, i conti in tasca sulle spese di viaggio da affrontare.

Infatti Paolo Furia, in un post su Facebook, avrebbe evidenziato che partecipare alla manifestazione di Roma richiederebbe ai militanti dem dei costi non proprio “popolari”, visto che il biglietto di solo andata del treno Torino-Roma ammonta a 74 euro. E quindi in alternativa, Furia avrebbe proposto un sit in locale. Magari a Biella, per non allontanarsi troppo, verrebbe da dire.

Se il percorso di cambiamento e rinnovamento che intende avviare il giovane Furia passa attraverso la demolizione di iniziative unitarie a livello nazionale e la stigmatizzazione di chi possa o non possa concedersi un biglietto del treno Torino-Roma, allora posso dire di essere fiero di far parte di una minoranza.

Credo che Furia abbia inaugurato la sua scalata politica sotto la peggiore bandiera: l’ipocrisia.

Si sta comportando come avesse vinto un premio al luna park, proponendo giri gratis sulla giostra. Ma solo se sotto casa sua!