Presentato al Mastio della Cittadella di Torino, martedì 5 giugno, il concorso internazionale di architettura Federal Building Torino, teso a individuare il progetto per la riqualificazione della caserma Amione, destinata a diventare la Cittadella della Pubblica Amministrazione della città. A introdurre e moderare l’incontro il Vicesindaco Guido Montanari che lo scorso novembre aveva siglato a nome della Città il protocollo d’intesa con l’Agenzia del Demanio, il Ministero della Difesa e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. L’accordo siglato fra l’Amministrazione cittadina e i rappresentanti dei vari ministeri si inserisce in un disegno complessivo di riutilizzo e cambio di destinazione di molteplici edifici di proprietà del demanio, finora appannaggio dell’esercito, per molteplici altri scopi.

In particolare, la caserma Amione, compresa tra la via Brione e gli importanti assi di comunicazione viaria dei corsi Francia e Lecce, con ingresso da piazza Rivoli, è destinata a una profonda riqualificazione finalizzata a trasformarla in un polo dove andranno a collocarsi gli uffici delle funzioni pubbliche oggi sparsi sul territorio cittadino. Un unico, grande complesso, facilmente raggiungibile coi mezzi pubblici (la fermata della metro “Rivoli” è a pochi passi) che potrà ospitare fino a duemila lavoratori oggi distribuiti in varie sedi sparse per la città, dove troveranno posto gli uffici del TAR, dell’Avvocatura dello Stato, dell’Agenzia delle Imposte, dello stesso Demanio che resta il “padrone di casa” e ancora altri in via di definizione. Questa riallocazione consentirà di eliminare i costi di affitto passivo che al momento vengono corrisposti dallo Stato ai proprietari delle sedi attuali, con un risparmio di oltre 10 milioni di euro l’anno. Questo risparmio consentirà di rientrare in tempi rapidi del massiccio investimento iniziale, che comporterà per la sola porzione di edifici pubblici un investimento di oltre 50 milioni di euro di lavori, finanziati dall’Agenzia del Demanio.

A questo scopo, il contingente delle Forze armate tuttora presente all’interno degli edifici militari verrà trasferito nella caserma Dabormida, in corso Unione Sovietica, con la realizzazione, nella stessa struttura militare, di un nuovo distaccamento del Museo di Artiglieria, complementare a quello del Mastio della Cittadella, che in sinergia con il Museo Pietro Micca andrà ad arricchire il patrimonio museale torinese. Queste nuove allocazioni saranno accompagnate anche da un generale riordino e da una razionalizzazione delle residue parti delle caserme che rimarranno in uso all’Esercito, per le quali non si esclude al momento una parziale fruibilità dei cospicui spazi aperti.

Commentando l’iniziativa, il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, ha sottolineato come con questa operazione Torino diverrà una delle città con la spesa più bassa per locazioni da parte di uffici dello Stato. Importanti saranno anche  i risparmi ottenuti con gli interventi di riqualificazione energetica, che renderanno gli edifici maggiormente ecosostenibili e con un costo di gestione sensibilmente più basso. Sempre Reggi ha rimarcato che quello di Torino è uno fra i maggiori interventi di questo tipo a carico di proprietà demaniali in uso all’esercito precisando che in totale sono previsti 38 progetti di questo tipo distribuiti lungo tutta la penisola.

A questo proposito, il Direttore Task Force Immobili del Ministero della Difesa, gen. Giancarlo Gambardella, ha aggiunto come gli immobili in uso all’esercito siano circa 5.000, di cui 1.150 “apparentemente di scarso valore”, ma con ogni probabilità a loro volta riutilizzabili con opportuni cambi di destinazione d’uso. Ancora Gambardella ha evidenziato la necessità di riorganizzare la presenza militare con accorpamenti e delocalizzazioni, rendendo disponibili circa 900 strutture, di cui 44 destinate all’alienazione. Rientra fra queste anche la Caserma La Marmora di via Asti, ceduta a Cassa Depositi e Prestiti, però – come ha sottolineato il Vicesindaco Montanari – con il conferimento della disponibilità della Palazzina 5 all’Amministrazione cittadina, in virtù della sua importanza storica.

Dal canto suo, il Segretario regionale per il Piemonte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), Gennaro Miccio, ha manifestato soddisfazione per la positiva sinergia fra istituzioni verificatasi nel capoluogo subalpino, fattore non scontato e che ha visto anche l’apporto della locale Soprintendenza.

Il dettaglio del concorso è stato illustrato dal Presidente dell’Ordine degli architetti, Massimo Giuntoli, e dal Presidente della Fondazione per l’Architettura Alessandro Cimenti, che hanno ricordato come lo strumento del concorso in forma anonima dia ampie opportunità a molti professionisti di competere anche con studi affermati, venendo giudicati sulla base della validità e fattibilità delle idee presentate. Sottolineando come da tempo a Torino non si vedesse un intevento di dimensioni così cospicue – 27.000 m2 di area da sottoporre a riqualificazione – ed elogiando la disponibilità del committente (il Demanio), i professionisti hanno precisato che il concorso si svolgerà su due gradi: nel primo verrà effettuata la definizione dell’idea progettuale, nel secondo verrà elaborato nel dettaglio il processo di cantierizzazione delle opere.

Il progetto risultato primo classificato verrà premiato con l’assegnazione di 101.640 euro, mentre altri 10.890 saranno assegnati a ognuno dei concorrenti selezionati per la seconda fase. La procedura di gara terminerà il 16 novembre 2018 e a dicembre verrà proclamato il vincitore. La giuria del concorso è composta dall’arch. Giacomo Leonardi, esperto in pianificazione e progettazione urbana, dall’arch. Luisa Papotti del MiBACT, esperta in storia dell’architettura/dell’urbanistica, dal magg. ing. Carmelo Maricchiolo, esperto in progettazione energetico-ambientale, dall’arch. Guendalina Salimei dell’Ordine degli Architetti di Torino, esperta in progettazione paesaggistica, e da un rappresentante dell’Agenzia del Demanio, l’ing. Dario Di Girolamo – Direzione Regionale Veneto.

Per la gestione del concorso l’Agenzia si è avvalsa del supporto della Fondazione per l’architettura / Torino, un interlocutore competente e un facilitatore del rapporto tra committenza e progettisti, che coordinerà le diverse fasi della competizione e i soggetti coinvolti. I concorrenti potranno iscriversi e partecipare tramite piattaforma telematica attraverso il sito www.concorsiarchibo.eu/federalbuildingtorino.