Va avanti l’inchiesta sull’organizzazione del Terzo Forum Mondiale dello Sviluppo Economico Locale, che vede tra gli indagati il vicepresidente del consiglio comunale di Torino, già assessore all’Ambiente della giunta Fassino, Enzo Lavolta, ma potrebbero cambiare i capi d’accusa.

Il fascicolo, il cui titolare è il pubblico ministero Gianfranco Colace, riguarda la manifestazione che si svolse a Torino nell’ottobre del 2015. L’inchiesta riguarda l’appalto per la scelta della location in cui si svolse il Forum e le modalità.

Ad organizzare c’era appunto Lavolta e l’allestimento venne fatto in piazza Castello, da Turismo Torino, secondo la gara d’appalto.

Al centro dell’inchiesta di Colace proprio le gare di appalto relative all’evento bandite e poi annullate.

In particolare quella per la location e l’allestimento con base d’asta di 205 mila euro.

A questo bando avevano partecipato in due: Parcolimpico, con PalaAlpitour, e GI Events, con l’Oval.

La vittoria andò a Parcolimpico, ma GI Events presentò ricorso al Tar: saltò il bando e Turismo Torino si occupò direttamente dell’allestimendo del padiglione in un tendone in piazzetta Reale.

Intanto Parcolimpico presentò la sua denuncia visto che era stata scelta una location che non aveva a che fare con i due partecipanti alla gare.

L’avviso di garanzia ad Enzo Lavolta arrivò nel luglio del 2017, con l’accusa di turbativa d’asta. Lui si è sempre detto «sorpreso e sereno» mettendosi a disposizione dei magistrati.

Ma l’accusa formulata dalla Procura ora potrebbe, secondo indiscrezioni, cambiare.