Natale. Tempo in cui si scatenano le richieste di aiuto. Appelli in tv, via sms, sui social e cassetta della posta carica di lettere con allegati bollettini postali affiancati da immagini di poveri e bisognosi da tutto appelli vari. Ma dove vanno i soldi raccolti? E quanto andrà realmente a chi si dice di voler aiutare? Critiche, perplessità, dicerie investono da sempre, spesso a ragione, il variegato mondo del volontariato e della solidarietà.
Riportiamo la testimonianza di dell’associazione “Credito&Solidarietà” impegnata da tempo in particolare nell’acquisto di prodotti alimentari di qualità per fornire le mense dei poveri di Torino che accolgono un numero sempre crescente di senzatetto e bisognosi. Questo impiegando il 100% del ricavato delle donazioni.

Ne parla con grande naturalezza uno dei suoi fondatori, Jimmy Ceriana, personaggio torinese con una storia che parte dalle lotte del 68, per poi diventare esperto di commercio estero e previdenza alla Cassa di Risparmio di Torino. Oltre al costante impegno solidale, che vive da sempre nel suo quotidiano, l’altra grande passione di Jimmy è il cinema (uno dei responsabili della rassegna di “Cinema invisibile” Portofranco). Proprio con altri colleghi, della storica sede di via XX settembre della banca con le api nel simbolo, ha fondato l’Associazione Credito & Solidarietà Onlus, incontrando subito un significativo ed entusiastico appoggio da parte di tanti colleghi che lo sostengono anche da pensionati.

«In questo modo da anni riforniamo con prodotti di qualità 12 mense per i bisognosi presenti sul territorio per un ammontare nel 2017 di quasi 83.000 euro. Fra le altre aiutiamo le Suore Vincenziane a distribuire tutte le mattine una colazione calda, che in questi gelidi mesi è essenziale, fornendo loro circa 9.000 litri di latte, 720 chili di zucchero e 180 chili di caffè dando loro la possibilità di servire circa 30.000 colazioni all’anno. Noi siamo complementari al Banco Alimentare dando modo alle mense di scegliere quali alimenti ordinarci mentre il Banco può solo dare ciò che ha in magazzino. Noi non tratteniamo nemmeno un centesimo. I nostri volontari non hanno nessun compenso neanche come rimborso spese. Tutto passa per il conto corrente e non usiamo contanti. Paghiamo i fornitori e riceviamo donazioni esclusivamente tramite Banca. Tutto viene impiegato negli acquisti riducendo ogni spesa».

Con spirito positivo, accantonando la sua innata e pragmatica criticità, ci racconta quanto avvenuto presso il Centro servizi per il volontariato torinese Vol.To. «Ci siamo rivolti in via Giolitti per chiedere consiglio sull’applicazione della nuova legge sul terzo settore e siamo stati ricevuti direttamente da Silvio Magliano, presidente di Vol.To che, oltre a informarci sulla nuova normativa, ci ha dato consigli per migliorare il nostro modo di comunicare. Con mia grande sorpresa in brevissimo tempo, tramite una loro grafica, non solo hanno rifatto i nostri volantini ma ce li hanno anche stampati insieme a 10 grandi locandine senza chiederci nulla».

Un bell’esempio di concreto aiuto per chi fa solidarietà senza alcun margine per le proprie spese. Anche perchè, come osserva Ceriana, c’è un crescente e diffuso livello di povertà torinese e i gesti di diversi parroci e privati cittadini, con la loro silenziosa testimonianza nel quotidiano, aiutano tante persone in una Torino con sempre più anziani soli. Basta alzare lo sguardo sui balconi di San Salvario e dei quartieri popolari.

Insomma per questo Natale una buona notizia sotto la Mole.