Lo spettro del licenziamento torna ad aleggiare con prepotenza sui cieli piemontesi. Questa volta a rischiare sarebbero i 489 dipendenti della Italiaonline S.p.A., ex Seat Pagine Gialle, che ha annunciato nei giorni scorsi lo smantellamento della sede torinese.

Nell’agosto 2016 la società, con sede legale trasferita nel milanese, aveva fatto richiesta di cassa integrazione per riorganizzazione aziendale. Un accordo, ancora in atto, siglato presso il Ministero dello Sviluppo economico (MISE), prevede un ricorso alla CIGS fino al 18 giugno 2018. A livello nazionale, dei 1.130 dipendenti di Italiaonline, 242 sarebbero in CIGS a zero ore. Mentre dei 489 dipendenti di Torino si salverebbero solo in 241, a questi verrà probabilmente proposto il trasferimento ad Assago, in provincia di Milano. Le restanti 248 persone considerate in esubero, perderebbero di fatto il posto di lavoro. E a chi non accetterà lo spostamento in Lombardia cosa succederà?

I tagli, annunciati da Italiaonline non finirebbero qui: IOL avrebbe previsto altri 150 esuberi che coinvolgerebbero le altre sedi italiane della società. Oggi, la preoccupazione dei tanti lavoratori del gruppo, è che tale situazione possa estendersi anche a tutto l’indotto ex Seat e a tutte le altre aziende, direttamente o indirettamente, collegate a IOL, una prospettiva che coinvolgerebbe circa 1.000 lavoratori piemontesi.

I primi segni di agitazione si sono percepiti già nella giornata di ieri, durante lo sciopero e il presidio davanti alla sede piemontese di IOL, organizzato da oltre duecento dipendenti, pronti a prolungare la protesta anche nei prossimi giorni. Intanto, il 15 marzo è previsto il Cda aziendale che darà l’ok al piano di riorganizzazione. Mentre il prossimo 16 marzo, il presidente della Regione Sergio Chiamparino e l’assessora al Lavoro Gianna Pentenero parteciperanno al Tavolo convocato al MISE per tentare di trovare una soluzione in grado di salvaguardare gli attuali livelli occupazionali dei lavoratori torinesi e ribadire la piena contrarietà a ogni ipotesi di ristrutturazione che preveda una riduzione di personale. La questione potrebbe diventare oggetto di un tavolo regionale di confronto con tutti i soggetti coinvolti.