Non hanno tardato ad arrivare le prime dichiarazioni di sostegno e di appello da parte del mondo politico ai lavoratori Italiaonline, ricevuti questa mattina in Consiglio regionale. Il presidente Sergio Chiamparino, intervenuto nel corso dell’audizione, ha ribadito la volontà di portare al tavolo del Mise le argomentazioni dei sindacati e dei lavoratori che hanno esplicitamente chiesto di rivedere il piano industriale, questione principale da sottoporre al ministero.

Parole di sostegno anche da parte del presidente del Consiglio, Mauro Laus: «Il Consiglio regionale e la Regione si impegneranno al massimo per evitare la chiusura della sede torinese di Italiaonline. Questa crisi è una delle tante situazioni delicate che si trova ad affrontare il nostro territorio. Rincorriamo di volta in volta l’emergenza ma il problema è strutturale, servirà un attento studio giuridico per evitare che si creino anche in futuro ulteriori situazioni di questa portata. Purtroppo – prosegue – ci troviamo in un momento difficile dal punto di vista istituzionale, avendo in carica un governo uscente. Certamente  L’attuale instabilità di governo certamente non aiuta a sbrogliare più velocemente situazioni come questa».

«L’azienda riveda il piano industriale e cancelli la chiusura della sede di Torino garantendo il lavoro e le competenze cresciute in questi anni nel capoluogo piemontese di Seat Pagine Gialle, oggi IOL – commenta poi il consigliere del Partito Democratico Raffaelle GalloTutto il Consiglio regionale è al fianco dei lavoratori e a difesa del lavoro sul nostro territorio».

È a firma della consigliera PD Valentina Caputo l’ordine del giorno presentato in Consiglio, in cui si chiede alla Giunta di attivare al più presto un Tavolo regionale di confronto con tutti i soggetti coinvolti nella vicenda Italiaonline, in modo tale da salvaguardare, il più possibile gli attuali livelli occupazionali di Italiaonline.

«L’azienda – spiega Caputo – per il momento, si è fatta notare per la propria assenza e per la mancanza di disponibilità al dialogo e al confronto. È  fondamentale che le Istituzioni continuino ad impegnarsi per salvare un’azienda in attivo e a tutelare lavoratori la cui età media è di 47 anni e che, pertanto, oltre al dramma del licenziamento, si troverebbero a dover affrontare le difficoltà connesse ad un ricollocamento non semplice nel mondo del lavoro. Tra questi lavoratori ci sono grandi professionalità che devono essere difese e valorizzate».