Settimo Torinese, quartiere Borgo Nuovo. L’Istituto Superiore si chiama “8 Marzo”, un nome che rievoca la giornata internazionale dei diritti delle donne, che ricorda sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo.

Il rappresentante d’Istituto dell’anno scolastico 2017-2018 Antonio Borrini qualche giorno fa richiede alla Preside dell’Istituto di proiettare (a ridosso del 10 Febbraio, per legge nazionale, dal 2004, il “Giorno del Ricordo”) il film “Red Land – Rosso Istria”. La pellicola racconta il dramma degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia in quegli anni, focalizzandosi proprio sulla storia di una donna vittima di barbarie: Norma Cossetto, che dopo incredibili sofferenze viene gettata, ferita e viva, nella foiba di Villa Surani, nell’ottobre del 1943.

La risposta dell’Istituto non è quella sperata: Antonio Borrini, oggi anche segretario della Lega Giovani di Settimo Torinese, dopo aver consegnato la proposta alla preside ci racconta che «la risposta è stata negativa, dopo la proposta della preside al collegio docenti delle seguenti materie (Lettere, Storia e Filosofia), i professori non hanno ritenuto opportuno far visionare questo film alle proprie classi».

Abbiamo provato a contattare la scuola, ma siamo stati liquidati in fretta, perché purtroppo “la preside Cristina Boscolo era impegnata”, avremmo voluto sentire anche la loro versione, però siamo riusciti a contattare solo Antonio Borrini, che aggiunge «l’anno scorso ero rappresentante d’Istituto e portarono l’ANPI a parlare dell’ultimo film di Segre, parlando della Resistenza e dell’Olocausto. Ma quest’anno non vogliono fare visionare un film che parla della tragedia italiana? Il problema è la scuola pubblica, continuano a tacere e nascondere il dramma delle foibe», attacca duramente Borrini.

Ma come hanno motivato il rifiuto? «Clamoroso – risponde Borrini – mi hanno detto che fanno già “il giorno della Memoria”, quando io ho chiesto di poter parlare del ‘giorno del Ricordo’, che sono due tragedie storiche differenti. Secondo me è la solita storia che per qualcuno in Italia esistono morti di serie A e morti di serie B».

Sicuramente questo episodio scatenerà polemiche, anche perché, come detto all’inizio, il nome dell’Istituto ricorda i diritti delle donne nel mondo ed il film incentra il dramma delle foibe proprio nella storia di una donna. Ancora una volta, la pacificazione tra le parti sembra lontana, anche nel 2019, anche dopo 70 anni.