Marco Rizzo, torinese di Borgo Vittoria. Classe 1959 figlio di un operaio di Fiat Mirafiori è tra i fondatori di Rifondazione Comunista dopo la scissione dal Partito Democratici di Sinistra. Contribuisce poi alla nascita del Partito dei “Comunisti Italiani”, di cui ricopre la carica di coordinatore della segreteria nazionale sino al 2004.

Sempre fedele ai principi del marxismo-leninismo, annuncia nel gennaio 2012 la costituzione del movimento “Comunisti Sinistra Popolare – Partito Comunista”, che dal gennaio 2014 diventa “Partito Comunista”, di cui oggi Rizzo è il segretario nazionale.

Marco Rizzo lei, pur vivendo a Roma, segue quanto avviene nella sua Torino costantemente. Ecco: cosa pensa dell’amministrazione Appendino, ricordando che al ballottaggio, molti hanno optato per i Cinque Stelle cercando un cambiamento comunque sempre a sinistra, ma che, come promessa, è stata tradita.

La giunta Appendino può avere le tre “i”, inesistente, inefficace, inconsistente, la cosa divertente è che solo oggi si scopre che sono due facce della stessa medaglia. Sono partiti che stanno totalmente all’interno del sistema liberista e della globalizzazione capitalistica, il Pd in diretta continuità con i poteri forti, è il partito del ”Abbiamo una banca”. L’altro è il partito che ha vinto, facendo credere al popolo italiano che fosse il cambiamento, ma cosi non è stato. Se si pensa alle motivazioni per cui il M5s è diventato nel 2018 il partito di maggioranza, non ce n’è una che non sia stata tradita, in maniera diametralmente opposta. 

Le più eclatanti sono fatti ormai risaputi, parlo dell’Ilva , l’acquisto degli F35, l’ultima risale a qualche settimana fa, dove il presidente del consiglio Conte, in quota M5s ha fatto un incontro con il segretario generale della nato, Jens Stoltenberg, dove ha accettato un aumento spese militari pari a 7miliardi di euro, quasi mezzo punto di Pil. E possiamo continuare con il TAP (Trans Adriatic Pipeline ndr).

Tornando alla situazione torinese, essendo la giunta inefficace e incapace come già detto, abbiamo situazioni come quella che è successa in piazza San Carlo, dove sono morte due persone, ma poteva essere ben più grave. Quindi non può che essere un giudizio negativo.

Rispetto i temi dell’occupazione e della situazione post industriale, le istituzioni si sono dimostrate assenti.

Vogliamo dire che dal punto di vista della città, rispetto i temi dell’occupazione, nello specifico parliamo di FCA, l’amministrazione non ha mantenuto un atteggiamento con la “schiena diritta”, ma anzi, lo definirei modalità “tappeto”. Non hanno mai detto nulla, assolutamente sdraiati nei confronti delle richieste della società, e questo lo dice si il segretario del Partito Comunista, ma sono anche figlio di un operaio delle carrozzerie di Mirafiori, nel quale ha lavorato ben 35 anni.

Torino e periferie, sono state, per la campagna elettorale di Appendino, un cavallo di battaglia. Poi così non è stato. Come tornare a “sinistra” nelle periferie, oggi terreno fertile per le destre populiste?

Il simbolo di questo cambiamento è sintetizzato così, in via Chiesa della Salute, in borgo Vittoria dove sono nato e cresciuto, nel palazzo dove c’era la federazione di Torino del Partito Comunista , oggi è presente una filiale dell’Unicredit. Ricordo ancora, era il 1975, la strada bloccata in attesa dei risultati delle elezioni del sindaco di Torino. Ecco, guardando la situazione attuale si capisce la parabola della storia e, aggiungo io, di un tradimento.

Oggi il 50% delle periferie vota a destra, l’unico modo per ottenere un risultato è attraverso la fiducia. Se mi guardi, vedi un figlio di operai: per laurearmi ho dovuto fare mille lavori uno diverso dall’altro, da che parte posso stare?

La nostra gente di uno come me si può fidare, sicuramente il “fighetto radical chic” di me ha una giusta diffidenza. Sicuramente sarà una battaglia di lungo periodo, il nostro problema non è quello di tornare in Parlamento a tutti i costi.

Torino 2021 , il Partito Comunista come si porrà in vista del rinnovo del sindaco, soprattutto su che cosa si baserà il programma elettorale?

Quando si andrà a votare, si voterà sia a Roma che a Torino e nello specifico Appendino avrà solo una grande fortuna, cioè di essere poco meno peggio di Virginia Raggi.

E questo, nel patto trasformista di potere PD-M5S, potrebbero lasciare Appendino candidata a Torino per la coalizione, e, facendo fuori la Raggi, mettere un candidato del PD a Roma. Sicuramente in tutte e due le città ci sarà un candidato alternativo, sia a questa coalizione che alle destre, e sarà un candidato del Partito Comunista.

Questo per dire che ci presenteremo da soli, come è stato anche per le recenti elezioni in Umbria, ci presenteremo sempre in modo indipendente, saremo alleati socialmente con tutte le classi sociali proletarizzate, ma politicamente con la propria indipendenza.

La piattaforma su cui ci basiamo, è la lotta quotidiana su cui si spande il Partito Comunista. L’ultima vertenza su cui ci stiamo spendendo sul territorio piemontese, riguarda la Mhale, azienda tedesca che sede a La Loggia, la quale è di proprietà di una multinazionale tedesca, la quale è in attivo con il fatturato, ha dipendenti con un altissimo livello di specializzazione, ma ha la sfortuna di produrre pistoni per i motori diesel, e quale miglior scusa per se non la storiella della “green economy” per cercare di chiudere lo stabilimento e licenziare tutti gli operai? Noi partiamo da qui per la costruzione del partito, dalle vertenze come questa, dove gli operai vivono una contraddizione, cioè fabbriche in attivo, qualificazione elevata, nessun problema economico e finanziario, ma dove si evince la volontà di chiudere. Il nostro obbiettivo è cambiare il sistema sociale.

In un momento storico come questo, dove le ideologie vengono osteggiate e si tende a fare riferimento al “partito liquido”. Leggendo i sondaggi e dati reali si riscontra un nuovo riavvicinamento a partiti come quello Comunista. A cosa è dovuto questo lento, ma presente cambiamento di direzione?

Le ideologie, attualmente, non sono osteggiate, ma del tutto cancellate. La crescita nel piccolo c’è, se si pensa a cosa è successo alla sinistra radicale negli ultimi anni, mi riferisco a partiti come Rifondazione Comunista, che è praticamente scomparsa, in Umbria non si è nemmeno presentata, a parte qualche candidato non eletto nelle “listarelle” di sinistra, che hanno accompagnato quel disastro elettorale, ma altre realtà sono praticamente inesistenti.

Ciò che avvicina le persone al nostro partito è il fatto che si vede la nostra perseveranza e che aderiamo ad un progetto chiaro, non siamo il partito dei gusti alimentari o dei gusti sessuali, non siamo il partito della frammentazione ideologica ed eclettica, noi siamo il partito della classe operaia e di tutti i lavoratori dipendenti ma anche delle partite iva, ma sopratutto di tutti coloro che vivono del proprio lavoro.

Ciò che voglio ribadire e che noi oggi, contendiamo i lavoratori e le periferie alla destra, non abbiamo bisogno di presentarci come è stato in passato, dove la sinistra si presentava con nomi diversi, ripenso alle liste Arcobaleno, lista Tsipras o lista Ingroia, ecco noi ci chiamiamo Partito Comunista e così ci presentiamo, e ne siamo orgogliosi, se dovessimo rientrare in Parlamento, i nostri eletti entreranno con uno stipendio da operai, ma non come i Cinque Stelle, i quali si sono adoperati ad una truffa mediatica.

Come in passato, quando ero segretario di Rifondazione Comunista nel 1993 a Torino, e siamo arrivati 14,5% superando il PDS, noi utilizziamo le elezioni per far conoscere il nostro progetto, e non per andare a prendere qualche sedia. Ora sono io il segretario di questo partito, ne sono al timone. E il timone è puntato in questa direzione.