Sicuramente non c’è stata quell’ “orda nera” come ventilato in campagna elettorale dai partiti del centro sinistra. Già, CasaPound che pur a ottenuto un risultato sei volte migliore rispetto alle precedenti elezioni politiche in parlamento a questa tornata elettorale non entra, fermandosi allo 0,9 per cento.

Però non c’è insoddisfazione tra gli esponenti del partito della tartaruga per quanto accaduto a Torino. Dove, anzi, i dati che possono essere soddisfacenti per Cp. Infatti nelle scorse amministrative aveva preso 0,5 per cento poco più di 2000 voti. Questa volta sfiorerebbe l’uno per cento. Insomma il doppio.

Basta guardare la rossa Torino Centro, dove il candidato Gino Arnone incassa mille voti. «Non è male, – afferma – sono onorato perchè questi voti sono stati presi in un collegio storicamente legato alla sinistra. Tutto sommato CasaPound in due anni raddoppia i voti e a livello regionale le tartarughe incassano 25 mila voti in più. Come detto non male se si pensa che la cosiddetta quarta gamba del centro destra, l’Udc, è sullo 0,4-0,5 per cento, possiamo dirci soddisfatti».

Soddisfazione anche dal segretario piemontese Marco Racca, sul suo profilo Facebook : «Quasi 300.000 voti in Italia, quasi 25.000 in Piemonte, circa 13.000 solo a Torino e provincia. Sapevamo che era difficile per tanti motivi, ma ci assestiamo all’1% anche nelle città più “rosse”. Sono davvero una marea di voti da cui partire e tutti ora sanno che CasaPound è un movimento politico di cui tenere conto… e forse ci siamo levati dalle scatole Berlusconi e Renzi per un po’, anche se il paese pare ingovernabile».