Aveva destato scalpore, al momento dell’assegnazione del bando per le mense scolastiche, per aver proposto pasti al costo di 3,98 scendendo sotto la soglia dei 4 euro come nessuno aveva mai fatto e per molti infattibile se si vuole garantire la buona qualità del cibo servito.

Ma ora la Ristoart, società toscana vincitrice dell’appalto nelle Circoscrizioni 3 e 6, torna agli onori della cronaca per ben altre faccende. Il suo nome infatti compare in un’inchiesta su presunte infiltrazioni mafiose condotta dalla Dda di Catanzaro. Tanto che anche la prefettura di Prato ha ammesso l’esistenza di «elementi che fanno ritenere concreto il pericolo di tentativi di infiltrazione mafiosa».

Per capire bisogna andare al 2015 quando la società toscana vinse l’appalto per la ristorazione del centro di accoglienza di Isola di Capo Rizzuto, in Calabria. Incarico poi dato in subappalto alla ditta che lo aveva gestito in precedenza e che è finita nell’inchiesta Jhonny con l’accusa di aver fatto da cavallo di Troia per permettere alla ‘ndrangheta e al clan Arena di inserirsi nel business dei migranti, arrivando a utilizzare il Cara proprio come un luogo di facile deposito e prelievo di denaro

La Dda catanzarese aveva poi escluso qualunque coinvolgimento della Ristoart nei traffici mafiosi, ma ora alla luce di quell’indagine il Comune di Torino vuole vederci chiaro e ha chieto nuovi accertamenti, anche se dalla Ristoart annunciano di essere pronti a difendersi.