Anche il nome del capo ufficio stampa della sindaca Luca Pasquaretta entra nel registro degli indagati per gli eventi del 3 giugno. La Procura della Repubblica gli ha recapitato un avviso di garanzia per la serata della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid terminata con più di 1500 feriti, tra cui anche Erika Poiletti, la 38enne deceduta dieci giorni dopo a causa dei traumi riportati. Al centro dell’inchiesta questa volta non c’è quanto accaduto in piazza San Carlo bensì al Parco Dora, dove era stato montato un secondo maxi schermo per proiettare la partita. Un evento secondario che si è concluso senza alcun tipo di incidente e con scarso afflusso di pubblico, ma che non sarebbe stato autorizzato da alcun atto amministrativo.

Questa mattina alle 6.30 l’abitazione del portavoce della sindaca è stata perquisita e gli inquirenti hanno sequestrato telefonino e personal computer. Pasquaretta, difeso dall’avvocato Luigi Chiappero (lo stesso della sindaca e dell’ex capo di gabinetto Giordana) sarebbe indagato – a quanto si apprende

– per “invasione di terreni o edifici e apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento”. Il filone di Parco Dora prevede ipotesi di reato più lievi  (articoli 633, 681 del Codice penale) di quelle dell’inchiesta di Piazza San Carlo, in cui gli indagati sono accusati di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni aggravate colpose in concorso. Per entrambi i fascicoli i  titolari sono i pubblici ministero Vincenzo Pacileo e Antonio Rinaudo.

La maledizione di Piazza San Carlo

Con l’avviso di garanzia a Luca Pasquaretta sale a 22 il numero complessivo degli indagati per gli eventi di piazza San Carlo, anche se in due filoni di inchiesta differenti. I primi indagati infatti sono stati i due dirigenti di Turismo Torino, l’ente incaricato dal Comune di organizzare l’evento, Maurizio Montagnese e Paolo Bessone.

Ma l’elenco è salito a quota 20 indagati lo scorso novembre con l’iscrizione nel registro, tra gli altri, della sindaca Chiara Appendino, del suo capo di Gabinetto Paolo Giordana e dell’allora questore di Torino Angelo Sanna. A cui fa seguito poco dopo anche l’avviso di garanzie per il prefetto del capoluogo piemontese Renato Saccone.

Parco Dora

Diverse, come detto, le accuse per il filone di Parco Dora, il cui unico indagato al momento sarebbe Luca Pasquaretta. Per lui le ipotesi di reato sono “invasione di terreni o edifici e apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento”. In sostanza secondo gli inquirenti nessuno avrebbe chiesto i regolari permessi per organizzare la proiezione della partita.

Pasquaretta nei mesi scorsi era già stato ascoltato in Procura come persona informata dei fatti, essendo stato presente all’intera serata anche in piazza San Carlo, ma allora era uscito dagli uffici dei magistrati senza nessuna notifica. In realtà Rinaudo si era concentrato su alcune presunte discrepanze, riguardanti delle telefonate intercorse tra Pasqueretta e chi doveva allestire lo schermo a Parco Dora. Anche in quell’occasione il computer del portavoce della sindaca venne sequestrato. 

Il lavoro degli inquirenti ha così ricostruito quanto accaduto a Parco Dora, manifestazione parallela a piazza San Carlo che doveva essere il simbolo di quel rilancio delle periferie tanto sbandierato da Appendino in campagna elettorale. In realtà il 3 giugno a Parco Dora saranno solo in duemila i tifosi accorsi per assistere alla partita, manifestazione decisamente in tono minore.

D’altronde lo stesso Comune, dopo averla promossa in conferenza stampa se ne sarebbe dimenticato al punto da non fare nessuna delibera che autorizzasse l’evento e la sua organizzazione. Così mentre tutti sono concentrati sul salotto buono di Torino, quello che accade a Parco Dora sarebbe stato tutto nelle mani di due sole persone: Luca Pasquaretta e Francesco Capra, il titolare della M&M Global, la società che ha montato lo schermo per la serata. Contatto fornito dal Salone dell’Auto, inizialmente partner di Palazzo Civico, ma subito defilatosi, lasciando il nome di Capra, che la settimana dopo aveva in programma, sempre in quell’area, un festival di street food annullato per la scarsa partecipazione. Nelle mani dei magistrati ci sarebbero le prove dei contatti tra Capra e Pasquaretta, ma nessun documento che attesti l’autorizzazione all’evento da parte di Palazzo di Città.