La cortesia è la loro prerogativa, come hanno voluto dimostrare con la manifestazione di sabato in piazza Castello. E gentilmente le sette “madamin” creatrici di “Si, Torino va avanti” fanno capire a Chiara Appendino che incontrarla non è la loro priorità.
Già, perchè la sindaca in risposta alla manifestazione che ha radunato quanti avevano da dire contro la sua amministrazione ha aperto la porta ai suoi detrattori ed avanzato un invito a un “primo confronto” per questo venerdì.
La risposta delle sette non si è fatta attendere. Con grande fair play hanno infatti dichiarato : «Siamo disposti a dialogare con chiunque ce lo chieda e voglia ascoltarci ma la priorità rimane l’incontro col Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella». Dunque prima il Quirinale poi Palazzo di Città: «Dopo l’incontro col presidente della Repubblica chiederemo colloqui con tutte le istituzioni torinesi e piemontesi per illustrare il manifesto dei Sette Sì».
Insomma, venerdì Appendino avrà l’agenda libera anche se il rifiuto non è piaciuto alla sindaca che lo ha definito «un brutto segnale di chiusura» pur precisando che la sua porta resta aperta.
Sulla vicenda è intervenuta anche la capogruppo del Movimento 5 stelle Valentina Sganga che ha commentato: «“La piazza va ascoltata” è l’appello che più di ogni altro abbiamo sentito in questi ultimi giorni. Stupisce pertanto il diniego delle organizzatrici del presidio di sabato alla proposta di incontro rivoltagli dalla Sindaca Appendino. Delle due l’una: o la nostra amministrazione non c’entra nulla con la loro protesta o, dietro quella protesta, non si cela altro che una strumentalizzazione politica di legittime istanze. Uno sberleffo per chi da giorni si spende a rivendicare  l’apartiticità della piazza».