Hanno sfilato sulle note dell’Inno alla gioia di Beethoven, inno dell’Unione Europea, le ventimila persone scese in piazza questa mattina per dire Si alla Tav. Ad aprire il corteo che è partito da piazza Vittorio Veneto per concludersi in piazza Castello le “madamin” con lo striscione “Si Tav subito”. Poi Mino Giachino con lo striscione “Si Tav Si Lavoro”. A seguire le associazioni di categoria, i sindacati e in coda i partiti del centro sinistra. Mentre non era presente la Lega e, come annunciato, il candidato alla Regione Piemonte per il centro destra Alberto Cirio.

In piazza l’attuale governatore della Regione Sergio Chiamparino che ha anche subito la provocazione degli esponenti di Fratelli d’Italia che gli hanno fatto notare come nelle liste di appoggio alla sua candidatura ci sono anche dei No Tav come Marco Grimaldi: «Il problema della Tav – ha risposto Chiamparino – come altri problemi dello sviluppo, va oltre la campagna elettorale, essere qui in piazza non è fare campagna elettorale, è pensare al futuro e allo sviluppo del Piemonte. Bisogna continuare a mantenere alta l’attenzione politica e democratica – aggiunge – perché i nodi sono stati solo sono rinviati non risolti».

Come detto presente anche il mondo produttivo e delle associazioni di categoria. A tale proposito un avvertimento alla politica arriva dalla presidente di Ascom Maria Luisa Coppa: «Questa potrebbe essere forse l’ultima manifestazione prima della tornata elettorale, quindi possiamo vederlo come un ‘avviso ai naviganti’: i candidati alle europee e alle regionali sappiamo che non siamo per la decrescita e che i torinesi e i piemontesi vogliono la Tav. È una questione che varca i confini di Torino. La Tav per noi è imprescindibile, non possiamo permetterci di non avere questa infrastruttura e la politica deve permettere alle aziende di fare il loro lavoro nel migliore dei modi».

Opinione condivisa anche dal presidente di Api Torino Corrado Alberto cheosserva come «Ci sono due forze politiche con idee contrapposte sulla Tav – dice -, ma alla fine dovranno trovare una sintesi. Oggi ricordiamo che c’è una legge e non c’è nessun motivo perché si dia seguito diversamente al percorso tracciato. Continuiamo ad avere problemi ma non soluzioni. Si ricordino che tra 6 mesi si deve partire e andare avanti come stabilito».

Numerosi gli esponenti del Partito Democratico, non solo locali ma anche nazionali. Tra questi Maria Elena Boschi che ha precisato come: «Non c’è più tempo da perdere, ogni giorno che ci fanno perdere è un giorno che sprechiamo di soldi dei cittadini e di lavoro. Non possiamo aspettare la campagna elettorale: il Governo deve dare una risposta subito. Sappiamo che stanno aspettando le Europee e le Amministrative, sono in campagna elettorale e non vogliono prendere nessuna decisione su nessun tema, però questa campagna elettorale la fanno sulle spalle dei cittadini e del territorio. Invece abbiamo bisogno per questo territorio che si aprano i cantieri e tutto il Paese ha bisogno di grandi opere infrastrutturali che non ci taglino fuori dall’Europa. Perché grazie a questo Governo siamo in recessione».

Soddisfatte della riuscita della manifestazione, la prima dopo quelle dello scorso autunno, le “madamin”: «La manifestazione è un successo. Siamo contente perche Torino e il Piemonte sono compatte nel dire sì Tav subito».

Mentre ai manifestanti ha replicato la sindaca Chiara Appendino: «Ho massimo rispetto per tutte le manifestazioni, a Torinoci sono stati manifestazioni per il sì e per il no. La mia posizione è nota, ora è stato deciso di dare mandato al presidente Conte di negoziare e di confrontarsi con la Francia e ho massima fiducia in lui. C’è un’analisi costi-benefici chiara, bisogna dare a Conte il tempo di confrontarsi».