In Piemonte nel 2018 sono state registrate 39.389 imprese giovanili e rappresentano circa il 9% delle aziende complessivamente registrate nella regione e il 30% delle nuove attività.

Nel 23,2% dei casi sono guidate da stranieri e il 28,3% è amministrato da giovani imprenditrici. Secondo i dati del Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi, sempre nel 2018, mentre nascevano 7.152 imprese giovanili, 3.631 cessavano la propria attività: dunque per un saldo in positivo di 3.521 unità.

Cifre che sottolineano come gli imprenditori under 35 salvano il Piemonte, visto che senza di loro la perdita sarebbe stata oltre le 5.500 unità.

«La buona dinamica delle imprese under 35 e il loro apporto fondamentale alla nostra economia (rappresentano infatti il 30% di tutte le nuove attività) – commenta Vincenzo Ilotte, presidente Unioncamere Piemonte- ci confermano la necessità di sostenere i giovani con iniziative dedicate, per metterli nelle condizioni di dare continuità al tessuto imprenditoriale del nostro territorio. Il Sistema camerale dedica da tempo un’attenzione particolare ai giovani, e si sta muovendo sempre di più in questa direzione, ad esempio con i progetti legati all’orientamento al lavoro e alle professioni. Anche le funzioni che il dlgs 219/2016 ci ha attribuito, ci permettono di sostenere i giovani imprenditori di domani, dotandoli di competenze ed esperienze spendibili nel mondo del lavoro».

Per quanto riguarda il livello nazionale, emerge come il Sud Italia si caratterizza per una concentrazione di imprese giovanili superiore a quella degli altri territori.

La Calabria risulta la realtà con la maggiore incidenza di aziende guidate da imprenditori under 35 sul totale delle imprese registrate nel territorio regionale (13,7%), seguita dalla Campania (13,4%), dalla Sicilia (12,7%) e dalla Puglia (11,5%).

Il Piemonte si trova al decimo posto, con un peso delle imprese giovanili sul totale delle imprese regionali pari al 9,4. Il tessuto imprenditoriale piemontese, così come quello, nazionale è affetto dal cosiddetto nanismo imprenditoriale, essendo costituito in maggioranza da micro, piccole e medie imprese. Questo fenomeno è ancora più vero per le imprese giovanili, per le quali si registra un’incidenza elevatissima di micro imprese: nel 98,4% dei casi le imprese guidate da under 35 hanno, infatti, meno di 10 addetti. L’analisi per settori evidenzia come il primo comparto per le imprese giovanili sia quello delle altre attività di servizi (28,1%), seguito dal commercio (24,8%) e dalle costruzioni (16,0%). Un’impresa su dieci appartiene al turismo, il 9,9% si dedica all’agricoltura e solo il 6,2% è industriale. Confrontando la realtà settoriale delle imprese giovanili con quella del tessuto imprenditoriale regionale complessivo, si evidenzia, per le aziende guidate dagli imprenditori under 35, una maggiore specializzazione nelle costruzioni e nel turismo ed un minor interesse per agricoltura e industria in senso stretto.

Dall’analisi del tessuto imprenditoriale giovanile piemontese per classe di natura giuridica, si osserva come il 79,1% circa delle imprese guidate da under 35 assuma la forma di ditta individuale, il 9,0% sia una società di persone, mentre il 10,9% (in crescita costante negli ultimi anni) sia strutturata come società di capitale. Le altre forme giuridiche, in cui trovano spazio le cooperative, pesano l’1,0%. Confrontando le imprese giovanili con quelle totali, si evidenzia per le prime una maggiore propensione per la forma della ditta individuale e un peso decisamente inferiore per le società di persone e di capitale. L’analisi territoriale rivela come l’imprenditoria giovanile assuma una rilevanza maggiore nei sistemi imprenditoriali di Novara (9,7%) e Torino (9,5%), mentre risulti meno diffusa a Biella (7,3%) e a Alessandria (7,6%). Analizzando i flussi di iscrizioni e cessazioni delle imprese giovanili a livello provinciale, i saldi risultano positivi per tutte le realtà territoriali, mentre analizzando le imprese al netto di quelle under 35, i saldi risultano negativi per tutte le province. L’analisi dei flussi consente, quindi, di evidenziare come l’imprenditorialità under 35 contribuisca sempre positivamente alla crescita del sistema imprenditoriale locale.