Ingenerose e fuori luogo le critiche riservate da numerosi militanti e dirigenti del Pd a Sergio Chiamparino, per la nuova versione e interpretazione de “In ginocchio da te”, cavallo di battaglia di Gianni Morandi degli anni Sessanta.

Al votatissimo presidente regionale non sono state perdonate alcune frasi rilasciate alla stampa direttamente collegabili all’investitura-candidatura per il voto del 2019 del trapiantatore di fegati Mauro Salizzoni. In particolare non è stata metabolizzata, a proposito di fegati, quella sui vertici del Pd da lui in ginocchio per convincerlo a ricandidarsi. Nessuno, invece, ha compreso quanto con quella frase infelice Chiamparino si sia messo in ginocchio davanti al partito.

Insomma un vero e proprio atto di coraggio e di amore, un sacrificio estremo per costringere il meglio del Pd a ritornare protagonista della scena politica. Se avesse fatto il contrario, se avesse detto le stesse cose nelle assise deputate alla discussione, chi se lo sarebbe filato? Avrebbe sollecitato quanti si sono esposti in questi giorni, pronti a mettersi in gioco, e soprattutto avrebbe stanato dal tatticismo ipertrofico i soliti buoni per tutte le stagioni, quelli che in chilometriche interviste hanno affermato il nulla condito dal niente, pronti però a rischiare anche la sala operatoria pur di un selfie tra lui e Salizzoni.

Ne dubitiamo. Ancora una volta Chiamparino ha mostrato lungimiranza e spirito di servizio. Adesso sì che il Pd può mettersi in ginocchio.

Brrrr… Brrrr… scusate mi sono accorto che stavo sognando ad occhi aperti.