Succede in consiglio comunale a Torino. Tra rappresaglie e dispettucci la Sala Rossa non ne esce bene per quanto riguarda la richiesta di cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre.

Oggi era in calendario la proposta di mozione per il conferimento della cittadinanza torinese alla donna testimone della persecuzione agli ebrei e dei campi di concentramento, a firma di Chiara Foglietta.

Già da venerdì scorso, durante la capigruppo, si era chiesto che la mozione lunedì in aula potesse essere votata subito, invertendo l’ordine dei lavori. Anche perchè si sarebbe dovuto discutere di questioni molto più corpose come il litigio tra Comune e Regione per la nuova Ztl e il nuovo regolamento sui beni comuni che presentava molti emendamenti di merito.

Arrivare a fine consiglio e dopo discussioni lunghe significava, questo il timore dei firmatari della mozione, svuotare la Sala Rossa e non arrivare ai 30 voti necessari per approvare la mozione.

Ma è proprio a questo punto che Pd e 5 stelle si arroccano sulle loro posizioni, ognuno pronto a difendere le proprie posizioni. Perchè se la maggioranza vuole rispettare l’ordine dei lavori calendarizzato dicendo di fatto al Pd di stare in aula fino a quando non arriva il turno della mozione sulla Segre, il Partito Democratico lo vede come un dispetto o quanto meno una scortesia non aver anticipato una mozione che dovrebbe trovare l’appoggio bipartisan della Sala Rossa.