Puoi perdere il pelo, ma non il vizio. Il vecchio adagio calza a pennello con l’iniziativa che la vice segretaria del Partito Democratico piemontese Monica Canalis sta pubblicizzando in questi giorni attraverso mailing list.

Si tratta dell’incontro organizzato all’Arsenale della Pace di Torino, il Sermig, per l’Università del Dialogo, per domani, venerdì 1 febbraio, dalle 18.45 alle 20.30. Il titolo: “Fare famiglia”. Spiega la nota inviata dalla Canalis: «Una testimonianza sulla famiglia come via della pace, ma anche una riflessione a tutto tondo sulla crisi demografica italiana e sulle politiche che mancano». Ospiti dell’incontro marito e moglie: Gigi De Palo e Anna Chiara Gambini, che hanno scritto pure un libro, “Ci vediamo a casa”.

Chi è Gigi De Palo lo spiega sempre Monica Canalis nella nota: “da sempre impegnato sui temi delle politiche familiari. Già presidente delle Acli di Roma e assessore tecnico alla famiglia e della scuola del Comune di Roma, oggi è presidente nazionale del Forum delle Associazioni famigliari. Nell’ottobre del 2014 è stato il promotore del “movimento dei passeggini” che ha coinvolto migliaia di mamme e papà riempiendo la piazza del Campidoglio di passeggini vuoti a causa dell’aumento delle tariffe degli asili nido della Capitale”. Insomma di famiglia il De Palo ne sa. Ma a quanto pare solo di quella tradizionale.

Già, infatti il vicesegretario del Pd del Piemonte ha dimenticato di scrivere che il suo ospite Gigi De Palo, nel febbraio 2016, era chiaramente contro il Ddl Cirinnà sulle unioni civili. Infatti De Palo dichiarava ai media che «L’evidenza dei sondaggi che si sono moltiplicati in questi mesi è che gli italiani sono a larghissima maggioranza contrari alla stepchild adoption e all’equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio. Eppure si è voluto procedere con una legge che non tenta neppure di trovare un punto di mediazione, figuriamoci di condivisione. Ora che la spaccatura si è mostrata nella sua totalità chiediamo al Parlamento, al governo e ai singoli politici un atto di buon senso e di responsabilità: ritirate questo disegno di legge, con le sue esasperazioni».

Nel 2017, Gigi De Palo, si legge, “scuoteva la testa guardando i dati sulle unioni civili”. e affermava «Il problema è semplice. Stiamo parlando di un Paese virtuale. Quello reale ha altre esigenze. E nel Paese reale tutto questo desiderio di rapporti duraturi da parte delle persone omosessuali non c’è». E rispondeva alla domanda “Quindi abbiamo bloccato il Parlamento per mesi inseguendo un obiettivo quasi esclusivamente ideologico?” «Peggio, siamo riusciti a svilire il matrimonio con confronti discutibili e abbiamo trascurato problemi ben più importanti perché riguardano tutti». (clicca qui)

Insomma dichiarazioni non proprio di sinistra che scommettiamo non facciano piacere all’alleato di Monica Canalis, il segretario Paolo Furia, omosessuale e più che favorevole alle famiglie arcobaleno.

Famiglie. Quel plurale che infastidì non poco Monica Canalis che esordì in Sala Rossa con un’interpellanza dal titolo “Famiglia o famiglie, la scelta non è Chiara”, in cui chiedeva alla sindaca Appendino, la quale affidava a Marco Giusta, ex presidente di Arcigay Torino, l’assessorato alle Famiglie, se fosse “consapevole della forzatura giuridica che viene realizzata attribuendo lo status di famiglia anche alle persone conviventi di fatto e alle unioni civili omosessuali?“.

Ecco il famoso vizio, visto l’incontro di domani, che non è stato perso.