Non solo Bardonecchia, quando la gendarmeria francese, a marzo 2018, entrò nei locali della stazione dove è ospitata la Ong Rainbow4Africa per controllare un immigrato. L’incidente diplomatico fu più che sfiorato.

Ma ora, dopo che la Digos della Questura di Torino ha fotografato un furgone della Gendarmerie da cui venivano scaricati a Claviere, in territorio italiano, due migranti di origine africana, la Procura di Torino, che indaga sulla vicenda, ha aperto un fascicolo anche per quanto avvenuto il 2 agosto quando si sono verificate «due anomale attività di controllo di due cittadini residenti nel Comune di Claviere, che ne hanno separatamente riferito ai carabinieri».

«In particolare – dicono dalla Procura – tali persone, l’una mentre era intenta a passeggiare con il suo cane, l’altra mentre percorreva alla guida di un ciclomotore, venivano fermate nella zona di Gimont di Cesana Torinese da quatto uomini verosimilmente francesi, usciti dalla zona boscosa dove erano nascosti, in tuta mimetica militare, con giubbotto antiproiettile ed armati, che chiedevano loro, in lingua straniera i documenti».

La Procura sostiene che alla persona che circolava con il ciclomotore veniva di fatto «impedito di proseguire per la strada ed intimato di non riferire ad alcuno di avere visto gli uomini armati».

«I fatti si sono verificati in territorio italiano, a circa due chilometri dal confine della Francia». Questa vicenda, dopo la denuncia raccolta dai carabinieri di Cesana Torinese, ha portato ad un’apertura di indagini, un fascicolo che allo stato è senza indagati e senza ipotesi di reato, ovvero quello che viene chiamato fascicolo K.

E poi quanto avvenuto venerdì 13 ottobre. La Digos nota un’autovettura con i simbolo della gendarmeria francese poco prima della galleria Cesana, dalla quale venivano fatti scendere due giovani stranieri. «Uno dei due gendarmi presenti all’interno della ventura indicava ai due uomini la direzione dell’area boschiva cioè quella per allontanarsi dalla strada asfaltata. Tali due uomini si allontanavano senza poter essere identificati, anche perché la polizia italiana tentava invano di raggiungere l’autovettura della gendarmeria francese che, ad alta velocità, dopo aver fatto inversione di marcia ripartiva verso la Francia percorrendo la galleria Claviere». Come detto un fascicolo è stato aperto anche per questo caso.

«In occasione di questi episodi non risulta che le autorità italiane siano state poste a conoscenza da quelle francesi di controlli preventivi o di quanto avvenuto», specifica il procuratore capo Armando Spataro che aggiunge «pertanto la Procura di Torino, come già avvenuto per i fatti di Bardonecchia, oltre a indagini in Italia, emetterà un ordine di investigazione europeo confidando nella doverosa collaborazione dell’autorità francese».  

Ma sono veramente questi gli unici casi di sconfinamento “in armi” da parte dei francesi? Anche su questo ci sta cercando di fare luce.