Er Meio Di Maio da giorni è sparito dai radar. Secondo alcuni sarebbe in ritiro in un convento di frati cistercensi a meditare sul futuro dell’Italia. Fino a ieri l’altro aveva messo a dura prova la sua ugola con una serie impressionante di annunci che disegnava l’idea di un Paese felice, proiettato verso il migliore dei futuri, dopo aver sconfitto la povertà per decreto, rivitalizzato l’economia con i sogni, annullato le differenze sociali scommettendo sulla speranza.

Operazioni per le quali ha dovuto cancellare il buon senso, forte però dall’averne a disposizione altri cinque. Nessun rimpianto dunque.
Salvo dover constatare, sono sue confidenze agli amici più intimi, di aver qualche problema con l’udito, prova non aver sentito i richiami del ministro dell’economia Tria che da mesi piange sull’Italia su binario morto della crescita. Per non parlare del visus ridotto che gli impedisce di vedere tutte le corbellerie (altri dicono minchiate) che regala ogni giorno il suo ministro alle infrastrutture Danilo Toninelli.
Né gli va meglio con olfatto, dal momento che non percepisce l’odore di marcio che cresce in misura esponenziale nel Movimento sociale Cinquestelle. Quanto al gusto… beh non vorremmo far torto alla cucina dei frati  cirstercensi.

Al povero Gigino non gli rimane così che il tatto, almeno fino a quando gli rimarrà accanto la nuova fidanzata.
Auguri