È il bello della politica italiota quello di ritornare puntualmente alle antiche abitudini. Inutile, a vincere è sempre il Gattopardo.

Esemplare la vicenda delle torte in faccia con l’Unione Europea tra il forzuto Salvini e l’afasico Di Maio da una parte, e la Commissione europea dei vari Juncker, Moscovici, Dombrovskis dall’altra.

Dopo mesi di manfrina tra chi ha il decimale migliore, un valzer di cifre sul debito rispetto al Pil che ha fatto impazzire di gioia disoccupati, precari, cassintegrati uniti, ieri l’annuncio fatidico: habemus pactum. L’Europa per Natale ci sconta le inefficienze finanziarie costate agli italiani milioni di euro andati in fumo grazie allo spread e ammennicoli vari.
Come nelle elezioni della Prima Repubblica hanno vinto tutti visto che nessuno dice di aver perduto. Tutti felici.

Anche chi come Salvini e Di Maio batte in ritirata consapevole di non aver ottenuto granché. I due si potranno consolare a casa davanti alla Tv con l’ultimo cinepanettone. Anche se a guardarsi non sempre è il migliore degli spettacoli.