Un lungo curriculum e una carriera iniziata negli anni Ottanta e sviluppatasi in diverse questure d’Italia, dal Nord (Domodossola e Milano) al Sud (Reggio Calabria, Frosinone e Latina) e in operazioni importanti come l’estradizione di Licio Gelli, capo della P2, alla lotta alla ‘ndrangheta e Mani Pulite.

Si presenta così Giuseppe De Matteis, da oggi nuovo questore di Torino, che dopo i saluti al suo predecessore Francesco Messina «un caro amico e collega» e un ricordo di Aldo Faraoni, ammette: «Mi è stata affidata una delle questure più impegnative di Italia».

Ma De Matteis non sembra per niente impaurito dell’incarico, anzi le idee del nuovo questore sono ben chiare e così anche la scala delle sue priorità: «Dobbiamo agire su tutti i fronti, ma di sicuro l’obiettivo a lungo termine è garantire la sicurezza, potenziare i controlli nelle zone più a rischio e lavorare sulla corruzione e infiltrazioni mafiose».

Il nuovo questore non nasconde poi il suo pensiero sull’area antagonista che negli ultimi mesi, dopo lo sgombero dell’Asilo occupato di via Alessandria, ha organizzato diverse manifestazioni e presidi in città: «Quello che sta accadendo a Torino ricorda molto il clima che c’era alla fine degli anni Settanta e inizio anni Ottanta. Per fortuna dal passato possiamo imparare e se con gli Anni di Piombo non si è preso subito le distanze ora bisogna condannare questi atti. Non è possibile che in una città come Torino si mandino lettere di minaccia e buste esplosive alla sindaca. Ad Appendino va tutta la mia solidarietà, mentre ritengo che non ci sia differenza tra l’intimidazione mafiosa e quella fatta nei confronti della prima cittadina».

Insomma, De Matteis riparte da dove Messina ha lasciato, visto che solo lo scorso weekend si sono svolti cortei degli anarchici in più punti della città mentre la polizia ha sequestrato numeroso materiale: «L’operazione del 30 marzo ha dimostrato che non si voleva manifestare democraticamente ma si era muniti di un vero e proprio armamentario per provocare danni. Credo anche che il fenomeno non sia da restringere alla nostra città, qualcuno sta cercando di usare Torino come laboratorio per strategie che vanno oltre il capoluogo piemontese». Mentre sulla nuova occupazione degli anarchici il questore ha le idee chiare «chiarissime, ma devo confrontarmi anche con il prefetto».

Infine un pensiero anche ai cittadini torinesi per i quali l’obiettivo di De Matteis è «rendere più fruibile il servizio di polizia, i cittadini devono sapere che se hanno bisogno di noi siamo pronti a intervenire».

Nel pomeriggio la sindaca Chiara Appendino ha incontrato De Matteis per fare il punto sulle esigenze e la priorità del territorio. La sindaca ha confermato la piena disponibilità della Città nel collaborare a raggiungere obiettivi comuni, poi gli ha augurato buon lavoro e ha colto l’occasione per ringraziare il questore uscente per l’ottimo lavoro svolto.

Foto di ©Rawsht Twana