La manifestazione di questa mattina in Piazza Castello deve indurre ad un momento di forte riflessione. Le istanze che sono state poste, e chi le ha poste, vanno ascoltate, valutate, accettate e in qualche caso condivise. Sicuramente non vanno derise, strumentalizzate politicamente e mediaticamente, sottovalutate.

Personalmente ho sempre ritenuto positivi sia i suggerimenti che le critiche. In special modo quelle costruttive, perché indicano una via per poter migliorare.

Credo che alla luce di quanto avvenuto questa mattina sia palese che non tutto stia funzionando al meglio nella nostra azione amministrativa, e credo sia il momento di individuare quali siano gli ambiti dove intervenire e le modalità con le quali intervenire.

Anche se, personalmente, non mi riconosco nell’idea di una Città in declino: Torino è una Città alla ricerca di una nuova identità. Identità che va trovata, o ritrovata, quanto prima.

Il primo passo per intraprendere questo percorso è sicuramente più facile da fare, vedendo quanto nei torinesi vi sia ancora una forte passione per la cosa pubblica e per le sorti cittadine. Questi primi anni di mandato mi hanno dato la certezza di come Torino sia una Città con problemi strutturali in numerosi comparti, creatisi nell’ultimo decennio, che sono ancora in gran parte da risolvere nel medio-lungo termine e con delle chiare responsabilità politiche.

Credo sia quindi giunta l’ora del confronto schietto e del dialogo costruttivo basato su analisi e reali dati empirici, mettendo Torino al centro, senza posizioni campanilistiche o preconcette, di un preciso piano strategico.

Qualche mese fa avevo auspicato per la nostra azione amministrativa un cambio di passo. Credo che quella di oggi sia l’occasione giusta per metterlo in atto.