È arrivato dall’Australia ed è salito al Quirinale. Pier Carlo Padoan ha giurato davanti al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: e così habemus ministro dell’Economia e delle Finanze.
Il governo Renzi è finalmente al gran completo. Padoan ha recitato la sua fedeltà al Paese al cospetto del segretario generale della Presidenza della Repubblica, consigliere di Stato Donato Marra, e al consigliere militare del presidente della Repubblica, generale Rolando Mosca Moschini, ma anche al presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi e al sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio.
Alea iacta est insomma, il dado è tratto.
Ora l’economia italiana è in mano a Padoan, capo economista dell’Ocse che vanta nel suo curriculum collaborazioni con Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale e Banca Europea, tra i responsabili delle crisi in Argentina nel 2001, e poi di Grecia e Portogallo.
Insomma siamo in buone mani. Evidentemente la “carretta Italia” può ricevere il colpo di grazie e colare a picco definitivamente.
Intanto il neo premier sa guardando l’orologio: oggi infatti dovrà chiedere la fiducia in Senato e poi alla Camera, i numeri però sembrano essere dalla sua.

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