Abbiamo un redivivo John Wayne e non ce ne siamo mai accorti. Invece è qui tra noi, fresco e tosto, pronto ad impugnare la Colt 45 e a sforacchiare i cattivoni di turno, soprattutto quelli sporchi, brutti e neri, che infestano le nostre città. Qualcuno dice che vuole anche ritagliarsi le leggi su misura. Bugie, maldicenze, calunnie: la sua Colt, che ha sempre la canna che fuma (versione pistolera del celodurismo padano), è la sua legge migliore, mentre promette di salvare gli italiani da furti e rapine. Certo, quando arringa è bardato da giustiziere del West ed ha un esercito di guardie del corpo del ministero dell’Interno che gli copre le spalle da eventuali duelli all’Ok Corral.
Quisquilie, pinzillacchere, argomenterebbe Totò: John Wayne ha indossato tutte le divise della storia americana sui set cinematografici di mezzo mondo. Vero, ma non ne ha mai indossata una autentica, da prendere sul serio. E si è ben guardato dal combattere per il suo Paese. Però non ha mai perduto l’occasione di giocare a fare l’eroe sulla pelle degli altri. Proprio come la sua barbuta copia.