La giornata nazionale contro il bullismo, prevista per venerdì 7 febbraio, si è aperta oggi in regione Piemonte con l’intervento del presidente Stefano Allasia il quale ha ricordato che nel 2018, proprio su quei banchi, si è votata una legge per contrastare e prevenire i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo definita dallo stesso Allasia una tra le norme più avanzate a livello nazionale che lo specifico compito di avere informazioni di contesto e capire gli ambiti di prevenzione e intervento. Alla cerimonia erano presenti, oltre gli assessori e i consiglieri regionali, gli allievi della scuola media Pacchiotti-Revel ex Meucci di Torino che hanno colto l’occasione per leggere una serie di testimonianze di bambini e ragazzi e ricordare il decalogo anti-bullismo e cyberbullismo: Riconoscere il bullismo. Non essere indifferenti nei confronti degli atti di bullismo. Non lasciare sola la vittima. Spronare la vittima a reagire. Non lasciare impunito il bullo. Denunciare il bullo. Creare relazioni di amicizia contro il bullismo. Creare un’alleanza educativa tra famiglia e scuola . Imparare l’autocontrollo. Dare il buon esempio.

«Servono risposte concrete ed efficaci per i cittadini e in particolare per i più deboli, in questo caso bambini e adolescenti – ha ribadito il presidente del Consiglio Stefano Allasia – Le istituzioni hanno il dovere di occuparsi di questi fenomeni sempre e non soltanto quando una drammatica notizia di cronaca riaccende i riflettori sulla questione. Per questo il Consiglio ha approvato nel 2018 una legge tra le più avanzate a livello nazionale,  con l’obiettivo di avere informazioni di contesto e capire gli ambiti di prevenzione e intervento.  Un ruolo fondamentale lo deve esercitare senz’altro la scuola che è, e deve essere, il luogo della solidarietà, dell’inclusione e della condivisione. Ritengo  – ha concluso – sia importante creare quindi percorsi che stimolino lo sviluppo di idee e progetti, per costruire reti di protezione efficaci per i nostri giovani e per dire tutti insieme NO ad ogni forma di bullismo»

«Meno bulli nelle istituzioni, a scuola, in macchina, sul lavoro e nella propria vita di tutti i giorni – è questo l’appello che il presidente della giunta, Alberto Cirio, ha rivolto in aula soprattutto agli adulti – Al decalogo letto dai ragazzi manca un unico punto: che siano i grandi a dare l’esempio.  Dobbiamo tutti farci un esame di coscienza perché tutti, ogni tanto, rischiamo di fare i bulli, tra i banchi del Consiglio regionale, al semaforo o nella vita quotidiana. È importante che in quest’ottica, istituzioni, scuola, forze dell’ordine e di giustizia continuino a collaborare poiché per ogni vittima c’è anche un bullo che è necessario rieducare. Il Piemonte si è dotato di una legge all’avanguardia su questo tema, ma le leggi da sole non bastano se non vengono rese vive dai comportamenti».