Riceviamo e pubblichiamo

 

“Alla Sindaca della Città di Torino dott.ssa Chiara Appendino

Al presidente Circoscrizione n.3 dott.ssa Francesca Troise

“La storia racconta di gente che scappa dall’Istria mentre i partigiani jugoslavi gli stanno dietro e vengono cacciati dalle loro case. Cosa c’è di vero in questo? Ben poco. Se fosse stato uno sterminio forse ci sarebbero stati davvero dei bambini nelle foibe che invece non ci sono. L’insistenza sull’immaginario delle foibe e soprattutto sulle vittime gettate vive nelle foibe è una falsità…”

Queste sono le testuali parole pronunciate dal sedicente storico Eric Gobetti nell’ambito di un incontro pubblico sul tema del dramma delle foibe e dell’esodo istriano tenutosi all’interno di un locale che la sua circoscrizione ha concesso all’associazione “Amici di Via Revello”, nonostante le perplessità che mi risulta le fossero state da più parti rappresentate a causa della la vicinanza, per non dire della contiguità, dell’associazione organizzatrice rispetto al centro sociale “Il Gabrio”, che da anni occupa abusivamente locali pubblici, senza che il Comune ne abbia mai imposto lo sgombero.

Non c’è neppure la necessità di soffermarsi sulla gravità di una simile tesi negazionista: mi limito quindi a ricordare da un lato l’ufficiale creazione da parte della Repubblica Italiana del “Giorno del ricordo” e, dall’altro, le parole che lo stesso Presidente della Repubblica Mattarella ha pronunciato pochi giorni orsono, con le quali ha riconosciuto in modo chiaro e non equivocabile l’effettività del dramma delle foibe e dell’esodo istriano, e la ferma condanna di qualsiasi tesi negazionista.

Le tesi negazioniste rispetto alla foibe ed all’esodo istriano non solo rappresentano, a decenni di distanza, una ulteriore ferita per gli esodati e per i loro discendenti ed un insulto alle vittime ed alle loro famiglie, ma contribuiscono ovviamente, come tutte le provocazioni, ad innalzare i toni e le tensioni sociali.

Ed infatti, qualche giorno dopo, nel corso di una manifestazione a cui io stesso ho partecipato, manifestazione pacifica (nessuno slogan di offesa o di insulto è stato scandito dai manifestanti), apartitica (l’unico simbolo pesente è stato il tricolore italiano), e legalmente autorizzata (tutte le autorizzazioni necessarie erano state richieste ed ottenute), alcuni esagitati appartenenti al centro sociale “Gabrio” hanno tentato di attaccare fisicamente noi manifestanti, bloccati solo dal cordone protettivo formato da un ingente dispiegamento di forze dell’ordine, continuando poi a apostrofarci con insulti irripetibili condite da concretissime minacce.

A seguito di esse, io stesso sono dovuto essere scortato fisicamente dalla Polizia sino alla mia auto per lasciare velocemente i luoghi della manifestazione.

Tutto questo, sottolineo, per contestare una manifestazione finalizzata a ricordare vittime innocenti, nell’ambito di una ricorrenza riconosciuta dalla Repubblica Italiana.

La inviterei quindi a valutare con profondo senso critico la bontà della sua scelta di assegnare l’utilizzo di locali pubblici ad associazioni che direttamente o indirettamente, sostengono in via teorica tesi negazioniste rispetto al dramma delle foibe e, in via molto più pratica, contestano con metodi violenti e minacciosi manifestazioni pacifiche.

Se sinora poteva trincerarsi dietro una presunta mancata conoscenza delle tesi e delle azioni di tali soggetti, ora non può più farlo: esssendo stata informata e avendo dovuto prendere atto sia delle prime che delle seconde, ogni appoggio morale o logistico a tali soggetti non possono d’ora in avanti che prendere la forma della connivenza.

Mi auguro altresì che voglia esprimere la sua solidarietà nei confronti non miei, ma almeno dei partecipanti della manifestazione che solo l’intervento delle forze dell’ordine, a cui va tutta la mia totale stima ed il mio personale ringraziamento, ha sottratto ad un violento contatto fisico per limitarlo ad offese ed insulti comunque molto gravi, visto il contesto ed il contenuto della manifestazione.

Cordiali saluti.
Il Consigliere Regionale Davide Nicco

Torino, 11 Febbraio 2020