di Giulia Zanotti

Se la vittoria di Appendino è arrivata, si dice, dalle periferie ora anche la contestazione proviene da quei quartieri. Lo dimostra il blitz del Comitato di cittadini di Vallette e Lucento che hanno preso il palco alla fine della conferenza stampa di presentazione di Luci d’artista per rivendicare i bisogni delle famiglie in difficoltà, dopo le promesse mai mantenute della giunta.
Al centro della protesta l’emergenza abitativa che nel quartiere tocca diversi nuclei familiari che non riescono a pagare l’affitto né ad accedere alle case popolari, tanto che c’è chi da mesi vive in camper. «Vogliamo sapere cosa davvero possa fare questa amministrazione, che un anno fa ci aveva promesso di cambiare marcia per risolvere i problemi di chi non ne può più – spiega Luca, portavoce del Comitato – Sappiamo che la colpa non è solo della sindaca, ma il livello istituzionale non è più in grado di rispondere alle esigenze concrete della gente. Ci sono paletti, parametri, atti burocratici che bloccano qualsiasi richiesta di aiuto. Aspettiamo segnali di comprensione e cambiamento».
Il comitato è stato poi ricevuto dalla sindaca Appendino che ha precisato: «Siamo venuti sapendo che qui ci sono i problemi, a partire dall’emergenza casa di cui ci stiamo già occupando e sulla quale lavoreremo ancora di più perché dalla casa dipende la dignità». Mentre nei prossimi giorni alcune famiglie saranno ricevute dai servizi sociali del Comune.

 

Pubblichiamo integralmente il comunicato del Comitato Popolare Vallette-Lucento:

Ci hanno voluto abituare negli anni a piegare la testa. Quando siamo afflitti da un problema sociale come quello della casa, del lavoro, del reddito siamo costretti a passare dalla forca caudina di una serie di istituzioni che ci sbattono le porte in faccia, vorrebbero negarci la possibilità di riscattare le nostre vite, vorrebbero farci accettare la condizioni in cui ci troviamo.
Assistenti sociali, ATC, Comune, poco cambia, le risposte sono sempre le stesse: “non abbiamo le risorse, non è colpa nostra”. Nessuno vuole caricarsi la responsabilità della crisi sociale che vive la nostra città, né quella di cercare una soluzione.
Noi invece sappiamo bene cosa vuol dire avere la responsabilità dei nostri figli, delle nostre famiglie, del nostro quartiere e dei luoghi in cui abitiamo. Per questo abbiamo deciso di prenderci la responsabilità oggi di accompagnare dai servizi sociali due donne coraggiose che sono sole e devono provvedere alla propria famiglia. Entrambe hanno il problema della casa e del reddito, entrambe non hanno ricevuto alcuna risposta alla loro situazione. Con questo gesto abbiamo voluto rompere l’isolamento, l’umiliazione, il senso di impotenza che viviamo quando ci troviamo da soli di fronte agli assistenti sociali che sezionano le nostre vite. Con il presidio fuori da Via Val della Torre abbiamo raccolto le storie di molti che sono esasperati dal muro di gomma che si trovano davanti ogni volta che chiedono un incontro.
Il problema è che esistono nuove forme di povertà che si sono sviluppate negli ultimi anni e che non rientrano nei profili classici. I regolamenti del Comune e degli assistenti sociali non tengono conto delle estreme condizioni di precarietà e di volatilità della residenza che vivono i settori popolari oggi.
L’incontro è andato male, le assistenti sociali hanno continuato a rimbalzare la responsabilità, non hanno dato risposte concrete e dopo una prima promessa di aggiornarsi in un nuovo incontro hanno svicolato mandando le segretarie a negare il loro impegno. Questo non vuol dire che non continueremo ad insistere perché i servizi sociali di Vallette cambino il loro modo di stare sul territorio.
Quindi, arrivata la voce della presenza della Sindaca Appendino in quartiere per l’inaugurazione di “Contemporary Art”, abbiamo deciso di raggiungerla con la volontà di metterla a conoscenza della situazione che vive il quartiere e di ottenere una soluzione per le due famiglie. Sotto pressione la sindaca ha accettato di ricevere le due donne in uno stanzino appartato lontano dai giornalisti promettendo di prendersi a cuore la situazione e di organizzare un incontro a breve.
Non ci interessano i giochetti delle parti dei vari partiti politici, sappiamo benissimo quali politiche fallimentari precedenti hanno portato alla condizione attuale di disagio sociale in città, ma non possiamo e non vogliamo sottrarci dall’evidenziare che poco o nulla è stato fatto ancora per cambiare e dallo schierarci con quella parte della gente che oggi si vede negata una vita dignitosa.
Non vogliamo sottostare al racconto di Vallette come quartiere degradato perché pensiamo che la zona sia fatta dalle persone che la vivono. Persone di grande dignità che nonostante le fatiche e l’abbandono delle istituzioni non mollano mai. E noi ci saremo a supportarle in ogni occasione.
Comitato Popolare Vallette Lucento
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Le fotografie in evidenza e all’interno dell’articolo sono tratte dal profilo Facebook del Comitato