La soluzione va trovata entro il prossimo 18 giugno, data a partire dalla quale risulta che entrerà in servizio Mauro Marinari, il nuovo capo di gabinetto del Comune di Torino scelto dalla sindaca Chiara Appendino in sostituzione di Paolo Giordana, l’ormai ex “Richelieu”, in aspettativa dallo scorso 2 maggio (pare per dedicarsi a un’attività di consulenza nelle relazioni esterne per un importante multinazionale).

Il problema si pone perché gli uffici, che dall’inizio della sindacatura hanno ospitato il più stretto collaboratore della sindaca, nel frattempo sarebbero già stati destinati ad accogliere i tre componenti del neo istituito “Presidio per la legalità, la trasparenza e l’efficienza amministrativa”, nuovo organo indipendente consultivo e di controllo dell’azione amministrativa, costituito con una delibera di giunta fortemente voluta dalla prima cittadina.

In particolare, le stanze al piano nobile del Municipio, dovrebbero essere assegnate al presidente di questo organismo, il magistrato Arturo Soprano, presidente emerito della Corte d’Appello di Torino, che nella sua nuova attività sarà coadiuvato dalla presidente dell’Ordine degli avvocati Michela Malerba e dall’avvocato Mario Napoli.

Risulta che finora tutte le soluzioni alternative prospettate non siano state accolte perché Appendino vorrebbe che a Marinari venisse assegnato un ufficio sul suo stesso piano (immaginiamo per questioni di funzionalità e di prestigio) e non in altri locali, magari al terzo al quarto piano, del quale, comunque, l’aulico edificio dispone.

Ma siamo certi che una sistemazione alla fine si troverà per il nuovo braccio destro di Chiara Appendino, il già sindaco di Rivalta, animatore culturale e dipendente della Città di Torino, che per il nuovo incarico, ha dovuto battere la concorrenza interna di Gianni Limone, grillino Doc.

Anche se questi primi contrattempi sono il segnale che non sarà semplice per Mauro Marinari “farsi spazio” in una realtà complessa e articolata come Palazzo Civico.