La quarta giornata del campionato di Seria A è terminata con il posticipo di lunedi che a sorpresa ha visto la Spal superare in casa l’Atalanta per 2-0 e volare al secondo posto in classifica. La giornata però ha detto anche altro, cose nuove e interessanti: vediamole.
Innanzitutto questa settimana partono i gironi delle coppe europee con ben 6 squadre italiane impegnate e con gli allenatori che già iniziano a misurare le energie psicofisiche ed a programmare il turn over. Ci sarà da tenerne conto in seguito.

La prima verità, nota a tutti,  è che la Juventus fa un campionato a sé. Pur senza brillare, pur prendendo gol (4 in 4 partite) da avversari modesti,  è squadra di altra caratura tecnica. CR7 si blocca  e non è una sorpresa: i gol li ha sempre fatti e li farà pure in italia. Che giochi Dybala, che segni o no CR7, che si alternino Mandzukic o Douglas Costa (lo sputo è proprio brutto!), la Juve vince lo stesso, con qualsiasi modulo e formazione. Bene la prima di Emre Can, uno che piedi e cervello. L’Europa ci dirà se c’è stato davvero il salto di qualità internazionale o se i bianconeri restano grandi in italia e piccoli fuori dai confini. Dietro i campioni d’italia, tra le “ grandi” solo il Napoli tiene il ritmo. Con un gioiello di Insigne allo scadere, pur soffrendo una bella Fiorentina, vince 1-0 e si posiziona al secondo posto a tre punti dalla vetta.

Invece la Roma in casa si smarrisce sul 2-0 e si fa raggiungere dal Chievo che approfitta di una difesa ballerina e disattenta e di una squadra che non sa gestire il doppio vantaggio.  I veneti portano  a casa  un punto d’oro per la salvezza . Molto male l’Inter, sconfitta a San Siro da un Parma corsaro con un eurogol dell’ ex Di Marco. L’inter è squadra senz’anima, Spalletti si arrabbia una volta con il terreno di gioco e l’altra con l’arbitro, ma la squadra non gira: manca un vero regista; Brozovic si fa apprezzare solo per la chioma color platino e Gagliardini non ha le cartteristiche del regista.  Forse Vecino o il dimenticato Boja Valerio possono ravvivare il gioco che langue. Urgono correttivi perché il potenziale e la campagna acquisti sono da top, il risultati da retrocessione.
Il Milan non va al di là del pari per 1-1 al Sardegna Arena di Cagliari. Tosti i sardi che fanno 20 minuti da top club, con un Barella formato Modric. Poi esce fuori il Milan con il Pipita Higuain che non perdona il primo e l’unico errore della difesa sarda. Ha ragione Gattuso: per andare in Champions ci vuole più cattiveria e lucidità. Vero Jack Bonaventura? Il gioco però non è male, anche se le amnesie costano gol e punti preziosi.

Le vere sorprese del campionato, oltre alla Spal seconda  in classifica appaiata al Napoli, sono le due genovesi, che vincono e convincono. Soprattutto la Sampdoria di Giampaolo che segna molto, diverte e sfoggia un grande Quagliarella. Nel Genoa occhio a Piatek, giovane centravanti polacco, già 4 gol in 4 partite. Bene il Toro ad Udine: meritava la vittoria, ha sempre tenuto in mano il pallino del gioco e gli arbitri l’hanno punito ingiustamente annullando un gol valido (la VAR dov’era? Mistero…). La nota lieta è Meitè, 24enne francese  di origini ivoriane, con i piedi buoni. Bello e difficile il suo gol.

L’Udinese è troppo rinunciataria e strappa un pari pur subendo per larghi tratti dell’incontro il Torino.
Dietro già si lotta: il Frosinone non è chiaramente attrezzato per la serie A, il Bologna di Pippo Inzaghi non segna mai,  le squadre più in palla nella lotta per non retrocedere sembrano ad oggi Il Parma, il Cagliari e l’ Empoli, che pur perdendo di misura in casa, se la gioca sempre proponendo un calcio dievertente e per nulla rinunciatario. Bravo Andreazzoli. La  Lazio risale in classifica dopo un brutto avvio anche se deve ringraziare i miracoli di Strakosha. Non ingrana l’Atalanta; è già finito il miracolo Gasperini? Infine il Sassuolo, perde a Torino ma ci prova fino al termine e non ha una brutta classifica.
Per questa giornata è tutto, linea allo studio.